Francesco Cavallini

Radja Nainggolan, beato chi ce l’ha. Un concetto che mette quasi certamente d’accordo la quasi totalità degli allenatori del globo. Non è un caso che chiunque, da Conte a Mourinho, da Spalletti ad Allegri, sogni di avere nel proprio centrocampo il dinamismo del Ninja. Chiunque? Non proprio. C’è che potrebbe schierarlo ogni partita, ma decide consciamente di non farlo. Non parliamo ovviamente di Di Francesco, la cui mediana senza il numero 4 perde di intensità e di qualità. Chi Nainggolan non vuole vederlo neanche con il binocolo è Roberto Martínez, CT del Belgio, che per l’ennesima volta ha deciso di non convocare il romanista, scatenando tra l’altro le proteste dei tifosi via web.

Una scelta calcistica abbastanza incomprensibile

La diatriba, è cosa nota, è legata ai comportamenti extra-campo del centrocampista. Al commissario tecnico dei Diavoli Rossi non piace la tendenza del Ninja (peraltro mai nascosta dallo stesso calciatore) a concedersi qualche vizio. Tendenza che comunque, numeri alla mano, non pare assolutamente inficiare sul rendimento del belga, sempre tra i migliori della sua squadra di club e costante motorino box to box del 4-3-3 di Di Francesco. Le ottime prestazioni di Nainggolan rendono ancora più curiosa la valutazione di Martinez, che ufficialmente continua a considerare la mancata convocazione del romanista come una scelta puramente calcistica. Il che, per la cronaca, non fa altro che far arrabbiare di più i tifosi belgi, che evidentemente le partite della Roma le vedono e si chiedono cosa altro debba mostrare sul campo il numero 4 per guadagnarsi il posto in Nazionale.

Nainggolan e Kessiè, la sliding door del mercato della Roma

Meglio così, almeno per la Roma, che potrà avere il calciatore a disposizione durante la settimana di pausa. E peggio per il Milan, che a San Siro si troverà davanti un Ninja molto arrabbiato e desideroso di prendersi delle rivincite. Che c’entrano i rossoneri? Beh, nella mediana di Montella c’è Franck Kessiè, che prima di accasarsi a Milanello pareva in procinto di arrivare proprio a Roma. Un rapido balzo allo scorso aprile, momento di grande spolvero del neo-rossonero, riporterà alla mente ritornelli ascoltati per le vie della Capitale. Prendiamo Kessiè e vendiamo Nainggolan. Alla fine non se n’è fatto nulla e Di Francesco di questo ringrazia il cielo. Perchè l‘ex atalantino è certamente uno dei prospetti più interessanti della Serie A, ma le ultime prestazioni in rossonero raccontano di un calciatore ancora incapace di caricarsi sulle spalle il peso di una squadra importante. Il Ninja invece lotta e trascina i compagni, senza dare quasi mai cenni di appannamento. E ora punta il suo rivale, il suo possibile erede. Il maestro e l’allievo. E Kessiè farà meglio a guardarsi attorno. Il professor Nainggolan entrerà in classe più determinato del solito.