Redazione

Ci si può chiamare Diego e non essere molto simpatici (eufemismo) alla tifoseria del Napoli? Sì, se di cognome si fa Perotti. L’argentino è salito ai primi posti della personalissima flop-parade dei supporter partenopei lo scorso 28 maggio, quando ha realizzato a tempo ormai scaduto la rete contro il Genoa che ha regalato la Champions diretta alla Roma e ha condannato ai preliminari gli azzurri. Che poi hanno battuto agevolmente il Nizza, ma non hanno dimenticato. In realtà Perotti aveva già rischiato di finire sulla lista nera qualche settimana prima, ma un riflesso felino di Reina aveva impedito che un suo tiro deviato trasformasse in beffardo pareggio la vittoria esterna del Napoli all’Olimpico.

Perotti torna con sulle spalle una grande responsabilità

Ma Diego, che di sudamericano ha i piedi e anche la feroce determinazione tipica dei calciatori argentini, punta la squadra di Sarri e ci tiene a fare di nuovo bella figura con i suoi tifosi. Soprattutto perchè le ultime immagini del numero 8 non sono esattamente due visioni rassicuranti per  la Roma. Prima il rigore sbagliato contro l’Udinese, poi il doppio stop per il taglio rimediato sul fallo che ha portato al penalty e per un guaio muscolare, l’ennesimo che colpisce la rosa giallorossa in questo inizio di stagione. A proposito, anche El Shaarawy non sarà della partita e questo da una parte libera Perotti da un concorrente pericoloso, dall’altro gli mette sulle spalle una gran bella responsabilità.

La fantasia del Monito contro l’organizzazione partenopea

Non potendo contare sugli scatti in profondità del Faraone, che nella scorsa giornata è stato alternato sulla sinistra con il compagno, starà infatti all’argentino tentare di spaccare in due la difesa del Napoli. Non con le accelerazioni, ovviamente, ma con la tecnica che lo contraddistingue. Contro una squadra ben organizzata come quella partenopea, serve la giocata estemporanea, il colpo capace di far saltare il banco e di sabotare i perfetti ingranaggi della macchina azzurra. Colpi che si possono chiedere a Florenzi, che data la moria di esterni partirà di nuovo tra i tre davanti, ma che di certo riescono molto meglio a Perotti. Il Napoli è squadra corta e reattiva, difficile da prendere di sorpresa. E a difesa schierata, il dribbling sullo stretto del numero 8 è un’arma in più per Di Francesco e per la Roma.

Roma nel cuore e sulla pelle

Che è ormai entrata nel cuore, ma anche sulla pelle del Monito. Approfittando della sosta, Perotti ha infatti deciso di aggiungere un nuovo tatuaggio alla sua già ampia collezione. E dopo la Giralda, il campanile della Cattedrale di Siviglia, la Lanterna, simbolo di Genova, è stato ovviamente il turno del Colosseo, accompagnato dalla maglia giallorossa numero 8. Segnale che conferma, qualora ce ne fosse bisogno, lo splendido rapporto tra calciatore e città. Non è infatti raro imbattersi nelle storie di Instagram dell’argentino, tutto intento a girare per Roma con Julieta e con il piccolo Francesco. Che di certo si chiama così in onore di Papa Bergoglio, ma che non ci sorprenderemmo se nascondesse un piccolo omaggio a chi di Perotti è stato Capitano (con la C maiuscola) fino a quel fatidico 28 maggio…