Francesco Cavallini

Doveva succedere, prima o poi. Come ogni volta, gli occhi di tutti sono per Diego Perotti, che si appresta a calciare dal dischetto. I più ottimisti hanno già assegnato il bonus al fantacalcio, perchè si sa, il numero 8 della Roma è uno specialista. Dieci su dieci in Serie A, tredici su tredici in carriera. Ruolino perfetto. Una tecnica disarmante, quella passeggiata con gli occhi fissi sul portiere, che molto spesso neanche si muove. Durante la scorsa stagione il portiere del Chievo Sorrentino ha dichiarato che bisognerebbe fare un monumento al primo estremo difensore in grado di parare un calcio di rigore a Perotti. E quindi si prendano marmo e scalpello, perchè il palo destro della porta sotto la Curva Sud verrà a breve immortalato.

Perotti non poteva ribattere a rete

L’errore arriva, improvviso ma non decisivo, perchè in fondo la partita è già sul 3-0 e poco importa (se non ai fantacalcisti) che sull’azione successiva l’Udinese diminuisca lo svantaggio per il 3-1 finale. Il rigore di Perotti è preciso, anche troppo, al punto che non solo si schianta sul palo con Bizzarri ancora inchiodato sulla linea, ma torna addirittura sui piedi dell’argentino. Che, nonostante il mare di critiche ricevute per la “poca cattiveria”, non può, per regolamento, ribattere a rete, dato che nessun calciatore avversario ha toccato la sfera. Perchè in fondo, anche se non c’è la barriera, il penalty altro non è che una punizione di prima. Più che altro la presenza di Perotti ha creato fastidi a Nainggolan, che invece avrebbe potuto insaccare, se non si fosse trovato davanti il compagno sotto shock.

Rigore sbagliato a causa di un taglio?

Esagerazione? No, perchè anche il pubblico è rimasto ammutolito, colpito dal ritorno all’umanità del cecchino infallibile vestito di giallorosso. Tredici su quattordici, la perfezione è sparita. E tra un commento social e l’altro, tutti tendenti all’incredulità, è arrivato persino quello del diretto interessato. Che non si è scusato con i fantallenatori (come a volte accade in questo calcio moderno), ma si è limitato a postare la foto della sua gamba, con un taglio che durante il match non aveva notato e che alla fine gli è costato addirittura dieci punti di sutura. Il commento? “Ecco perchè ho sbagliato il rigore“. Immancabile la risposta di Federico Fazio, suo grande amico: “Ti ha per caso morso uno zombie?”.

La prestazione di El Shaarawy aumenta la concorrenza interna

Termina così la giornataccia di Perotti, che contro l’Udinese ha interrotto una striscia positiva, perso un bel po’ di sangue e riscoperto un temibile rivale per la maglia da titolare. La prestazione da incorniciare di El Shaarawy è importante per la Roma, ma preoccupante per l’argentino, che dovrà faticare per tenersi il posto se il numero 92 continua così. Intanto è arrivata anche un’altra importante esperienza per Perotti, tornato (anche se solo per 45 minuti) sul lato destro dell’attacco giallorosso, per una staffetta di posizione con il compagno italo-egiziano. Una possibilità in più per Di Francesco, che in questa maniera può schierare i suoi due esterni in un ruolo che non sentono molto loro, senza però rischiare polemiche. Un po’ ciascuno, non fa male a nessuno. E fa niente per il rigore sbagliato. A volte anche ai cecchini si inceppa l’arma.