Francesco Cavallini

Il match di Benevento lascia in eredità alla Roma tre punti, quattro reti e un miglioramento nelle trame di gioco e nella fluidità di manovra. Grande prestazione di Dzeko, autore di una doppietta, e degli esterni. Sì, ma solo di quelli difensivi. Perotti e Under hanno deluso, El Sharaawy è entrato nella ripresa per il turco, ma non è che abbia fatto molto per essere ricordato. Florenzi è tornato per un quarto d’ora all’era Garcia, ma senza risultati apprezzabili. Fuori dal match gli altri due che, in teoria, possono ricoprire quel ruolo, Defrel e Schick.

Perotti rende a folate

E adesso, chi si prende carico delle fasce? In teoria i titolari sarebbero Perotti e Schick, ma il ceco è in ritardo di condizione dopo la sua turbolenta estate e l’argentino alterna prestazioni più che sontuose a partite in cui fatica a far sentire il peso specifico della sua tecnica e della sua esperienza. Finchè la Roma riesce comunque a macinare gioco sugli esterni, come è accaduto al Vigorito soprattutto grazie a Kolarov e Bruno Peres, il danno è relativo. Ma Di Francesco sa che non può permettersi un Perotti apatico e per questo lo tiene costantemente sul chi vive.

Under non va, ma può solo migliorare

Under è giovane, ha incantato nella partita con il Verona ma non si è ripetuto nel match in Campania. Ci sta, è una tappa del processo di apprendimento del ventenne turco, a cui anche Di Francesco ha subito consigliato di cancellare immediatamente i 45 minuti contro il Benevento e di riprendere quella crescita che lo ha portato a partire come titolare in due partite consecutive, vincendo addirittura la concorrenza di compagni di squadra più affermati e che nelle gerarchie, in teoria, dovrebbero essergli davanti.

E gli altri?

Come El Sharaawy, che però continua a non convincere a pieno. Sembrava dovesse essere il miglior esterno possibile per Di Francesco, con la sua capacità di attaccare la profondità e di regalare strappi importanti. Eppure il Faraone sembra un po’ sfiduciato e, come gli accade spesso, si incupisce se non trova spazio e la rete. Defrel ha cercato di adattarsi, ma da esterno perde di efficacia, con la sua tendenza a seguire i dettami tattici del tecnico e a preferire la fase difensiva. E poi c’è Schick, che tornerà a breve, ma che probabilmente di tutti questi è il meno esterno. La sua presenza in campo farà virare la squadra verso una squadra più votata al centro, lasciando le fasce ai terzini. Nel frattempo, sta agli altri far cambiare idea a Di Francesco.