Redazione

Cinque vittorie in sei partite, più un match ancora da recuperare. Una sola sconfitta, figlia di un quarto d’ora di follia difensiva che sembrava dover essere ordinaria, ma che invece si è dimostrata un blackout abbastanza isolato. La Roma di Di Francesco pedala, alternando ottime prestazioni con partite più faticose ma che sono terminate (più o meno) come volevano i giallorossi. Si incominciano a vedere sprazzi di vero 4-3-3, ancora non ai livelli del Napoli di Sarri, ma sicuramente incoraggianti e allo stesso tempo migliorabili. E tra tutte queste cose, si rischia di dimenticare che in fondo alla Roma mancano ancora due acquisti del mercato estivo. Sulla destra si deve ancora vedere il biondo olandese Karsdorp. E soprattutto i tifosi scalpitano per accogliere in campo dal primo minuto Patrik Schick.

Un’estate complicata per Schick

L’acquisto dell’estate, anzi, l’acquisto più costoso della storia della Roma. Pagato più di Batistuta, con i suoi 42 milioni di euro complessivi. Quasi il triplo di Dzeko, con cui con tutta probabilità farà coppia fissa. In campo si sono incrociati per qualche minuto contro il Verona, giusto il tempo di osservare due cose abbastanza evidenti. Che l’intesa, almeno a prima vista, c’è e può essere letale. E che il ceco era in evidente ritardo di condizione, dovuto alla sua turbolenta estate, tra Europei Under-21, problemi cardiaci e trasferimenti saltati. Probabile che si siano accelerati troppo i tempi di recupero, fatto sta che il numero 14 tornerà a completa disposizione del tecnico dopo la sosta per un guaio muscolare.

Il grande colpo del mercato estivo

La Roma attende fiduciosa il vero colpo del suo mercato estivo, che è rimasto a guardare mentre i suoi nuovi compagni hanno iniziato a carburare. Un po’ come se lo scorso anno la Juventus fosse stata costretta ad aspettare metà ottobre per vedere all’opera Higuain. Paragone che sembra irrispettoso e magari pesante per Schick, ma che in realtà calza a pennello. Anzi, forse andrebbe paragonato al Dybala della prima stagione a Torino. Talento indiscusso, numeri da capogiro e tanto da dimostrare. Ma la spesa di Monchi e Pallotta segnala che la Roma sul ceco ha fatto all-in e che c’è molta fiducia che il talento ex Samp possa cambiare gli equilibri del campionato.

Meno esterno, più punta di movimento

Di certo, quando rientrerà a regime cambierà per forza di cose quelli della squadra. Schick può giocare da esterno destro, l’ha fatto più volte, ma ha una naturale tendenza a puntare la porta, per liberare il tiro o servire i compagni. Più che un’ala, il numero 14 sarà la spalla di Dzeko, la punta di movimento ideale per sfruttare gli spazi creati dal bosniaco. Così coprirà però ovviamente meno campo. Ma per fortuna sua e di Di Francesco, dietro di lui troverà uno tra Florenzi e Karsdorp, con polmoni più che capaci di coprire la fascia destra da capo a fondo, consentendo un po’ più di libertà tattica all’attaccante ceco. Una catena destra (completata da Nainggolan) più da battaglia che da ricamo, che andrà a cento all’ora con un obiettivo ben preciso: trasformare questa Roma già bella di suo in una squadra…très Schick.