Redazione

Era tutto pronto all’Olimpico per celebrare il 35esimo scudetto bianconero in casa di una delle rivali storiche. Ma la Roma non c’è stata e con una prova d’orgoglio ha difeso il proprio territorio, battendo con merito per 3-1 la Juventus, costretta a rimandare la festa a domenica prossima in casa contro il Crotone (ancora in lotta per la salvezza), non prima però di aver affrontato la Lazio mercoledì sera in finale di Tim Cup ancora all’Olimpico. Grazie ai 3 punti la Roma si riporta a +1 sul Napoli, straripante nel pomeriggio a Torino contro i granata. Al gol di Lemina al 22′ ha risposto subito De Rossi, poi nella ripresa la Roma ha ribaltato il risultato con Salah e ha chiuso la partita con Nainggolan, che è sembrato avere un conto in sospeso con i tifosi bianconeri.

Vittoria di carattere per la Roma

E’ stata la vittoria dell’appartenenza, dell’orgoglio romanista come non si vedeva da tempo. Simbolico a fine partita il rituale delle maglie lanciate dai giocatori in una curva sud, finalmente colorata e viva che ha sostenuto la Roma per tutta la partita senza pause. Numerosi anche i tifosi bianconeri, accorsi in massa per celebrare una festa che non c’è stata.


Tatticamente la gara è stata avvincente, con mosse e contromosse tra i due allenatori, alle prese anche con la gestione di alcuni giocatori non al meglio. Alla fine l’ha spuntata Spalletti, mentre Allegri ha rischiato di rimanere in dieci a causa di una botta ricevuto da Mandzukic quando ormai aveva già effettuato tutti e tre i cambi. Nonostante la straordinaria galoppata bianconera, lo scudetto si deciderà a due giornate dalla fine. Merito di Roma e Napoli, squadre che oltre a far vedere bel calcio in alcuni periodi della stagione, hanno anche incamerato vittorie e tanti punti. Una piccola nota statistica, cifra tonda per Buffon alla 450 presenza in Serie A con la maglia della Juventus.