Luigi Pellicone

Turnover rimandato a (metà) settembre. La Roma inizia il suo “minitour” con la consapevolezza di potersela giocare. L’ingiusta sconfitta subita contro l’Inter ha rafforzato la convinzione di essere sulla strada giusta, che sale con la Sampdoria, si inerpica con l’ Atletico Madrid, prima dell’arrivo in pianura in casa con il Verona.

Dosare energie e uomini.

La Roma, che può giovarsi del rientro di Florenzi  ha diverse alternative in più e una rosa abbastanza profonda per ruotare gli uomini a disposizione senza perderne in qualità di gioco. A partire, però, dalla terza partita del miniciclo. Contro Sampdoria e Atletico sarà chiesto un sacrificio a tutto il gruppo: i titolarissimi dovranno sobbarcarsi 180′ a tavoletta. Le alternative pazientare e farsi trovare pronte. C’è spazio (e opportunità) per tutti considerando che Di Francesco attinge regolarmente ai tre cambi durante il match.

Genova, primo arrivo in salita

Tre punti, che avrebbero potuto (e dovuto) essere sei, quanti gli occhi che non sono riusciti a vedere il fallo da rigore di Skriniar su Perotti. Tant’è. La Roma si presenterà a Marassi attardata in classifica. Di Francesco non ha scelta: in campo la Roma tipo chiamata a cogliere tre punti fondamentali per il suo campionato. Genova è il primo crocevia: si è solo alla terza giornata ma il ritmo è abbastanza sostenuto. Inter, Milan, Juventus e Napoli viaggiano a punteggio pieno. Meglio non essere costretti a rincorrere anche perchè il divario è direttamente proporzionale all’obbligo di non commettere passi falsi. Più aumenta, più è vietato commetterne. E gli impegni incombono.

Atletico Madrid, il tappone dolomitico

Il campionato ti aspetta. La Champions, no. La Roma, come tradizione vuole, si è infilata in uno dei gironi più complicati. Un Everest difficile da scalare, ma non impossibile. Fondamentale sfruttare il fattore Olimpico. La prima partita in casa è contro l’Atletico, di nome e di fatto. La squadra di Simeone non scende in campo per giocare a calcio. É una setta che vive ogni match come una missione. Obiettivo: vincere. A qualunque costo. Calcio, e…calci. Servirà una prova maiuscola anche e sopratutto dal punto psicofisico. Una partita che, a prescindere dal risultato, prosciugherà diverse energie. E a qul punto sarà necessario cambiare qualcosa…

Verona, arrivo in discesa

La terza partita è quella in cui si accusa di più la fatica. Acido lattico e scorie iniziano a pesare su muscoli e testa. Il calendario, però, offre una mano. Hellas Verona all’Olimpico, una neopromossa che, con tutto il rispetto, ha un cabotaggio diverso rispetto a Samp e Atletico. La strada scende, ma resta comunque da percorrere con la massima attenzione: la discesa permette di andare più veloci, ma anche di farsi più male se si sbanda. Appuntamento è da non prendere sottogamba, ma è evidente che ci possano essere soluzioni alternative percorribili. Di Francesco potrà attingere in profondità in una rosa che, nel frattempo, avrà garantito anche il rientro di quasi tutti gli infortunati. E offrirà varie soluzioni. Due Rome, un unico obiettivo. Raccogliere il massimo possibile.