Luigi Pellicone

Roma è il giorno di Schick. Ufficiale. 5 milioni subito più 33 di obbligo di riscatto pagati in 3 anni più 15-20% su futura rivendita. Tutto fatto. Ma quale è il vestito più adatto per l’ex calciatore della Sampdoria? Le parole di Giampaolo invitano a una riflessione. Il tecnico che lo ha scoperto e lanciato lo definisce una “sottopunta” o una punta: l’unica certezza è che questo ragazzo non è un’ala. Ergo, la Roma, considerato anche l’esborso economico di 38 milioni, che ne fa l’acquisto più pagato della storia giallorossa, andrà ridisegnata. Come? Ecco una proposta. I 3 vestiti…Schick

Il 4-3-3 mutabile in 4-3-1-2

Di Francesco cambierà modulo per il fiore all’occhiello del mercato giallorosso? Nel calcio moderno, più degli schemi, contano i compiti. Di Francesco lo ha detto e ripetuto: non è un integralista e sa adeguarsi al talento dei calciatori. Nella nuova Roma Schick potrebbe partire largo nel 4-3-3 tutto potenza e fantasia trasformandolo in un 4-3-1-2 in fase di possesso. In compagnia di Perotti, di gran lunga il migliore in campo contro l’Inter, formerebbe un tridente atipico e molto tecnico. Partendo dalla destra, Schick può accentrarsi e cercare la conclusione sul secondo palo oppure muoversi per tagliare il campo in orizzontale e servire l’assist al compagno. Ipotesi affascinante ma rischiosa. Il modulo è sostenibile purché i tre si sacrifichino nei ripiegamenti. Contro l’Inter, uscito Defrel, la squadra, anche per stanchezza e frustrazione, si è un po’ disunita.

Il 4-2-3-1 da “sottopunta”

4-2-3-1 con Schick “sottopunta”. In questo modulo, il calciatore si muove dietro la punta, ma non esattamente da trequartista. Il ceco potrebbe agire dietro il centravanti, supportato dalla presenza di Perotti e Florenzi. Il suo compito? Galleggiare fra le linee, saltare l’uomo, creare superiorità numerica anche attraverso l’uno due con Perotti e Florenzi che tagliano sugli esterni bassi difensivi. In più, può cercare la conclusione personale o l’imbucata per Dzeko, che attacca la linea difensiva muovendosi alle spalle dei difensori centrali. Un modulo che permetterebbe anche un importante risparmio di energie in mezzo al campo, ruotando De Rossi, Strootman e Nainggolan. Nel gioco di Eusebio Di Francesco, bello ma dispendioso, avere un centrocampista in più, e di tale levatura, è solo un vantaggio. Resta da capire se il tecnico inserirà una “linea” in più nel suo gioco.

Il 4-3-2-1 da incursore

Un albero di Natale molto Schick. In questo caso è una rivisitazione del 4-3-3 che coinvolgerebbe Nainggolan e Florenzi. Schick si muoverebbe come nel 4-3-1-2 citato in precedenza. Il belga, che ha già dato il meglio di sé come incursore, tornerebbe a giocare a ridosso delle punte partendo da sinistra e accentrandosi per cercare l’uno due, la penetrazione in area e il tiro da fuori. Uno sistema di gioco che potrebbe funzionare. Con Nainggolan avanzato, il “vuoto” a centrocampo, in questo caso, sarebbe riempito da Florenzi. Del resto, il tuttocampista di Acilia ha esordito come interno a destra e forse è il ruolo a lui più congeniale. L’inserimento di Florenzi restituirebbe, fra l’altro, brillantezza e velocità ad un centrocampo sopratutto muscolare. Anche in questo caso, però Di Francesco deve inserire una “linea” in più. E voi, quale modulo preferite?