Redazione

Già smaltita la sbornia post Chelsea, perchè come ha dichiarato Florenzi la testa deve andare alla Fiorentina, la Roma fa i conti con un caso. Che poi, a ben vedere, proprio caso non è. Patrik Schick potrebbe essere convocato per la partita al Franchi. Saltato il Chelsea, per precauzione e perchè in Champions c’è l’obbligo di panchina corta, quindi tanto valeva portare un Ünder al 100% piuttosto che il ceco, ancora malconcio. In realtà si allena con il gruppo da un po’ e da un punto di vista atletico non riscontra problematiche. Sente però ancora dolore quando calcia e, visto il mestiere, non è il massimo della vita.

Il giocatore più costoso della storia della Roma

Il caso, semmai, lo crea la valutazione economica data al calciatore in estate, che da una parte rende tutti curiosi di vederlo in campo, dall’altra lascia il fianco scoperto a critiche che comunque lasciano il tempo che trovano. Schick tornerà in campo, con tutta probabilità dopo la sosta, per dimostrare che i 42 milioni (calcolabili attraverso un complicato algoritmo) spesi per lui sono stati un investimento lungimirante. L’attesa diventa ormai spasmodica, sia da parte di chi crede che Monchi ci abbia visto lungo, sia per chi invece spera che l’acquisto più costoso della storia della Roma si riveli un flop. Anche perchè, visti i giallorossi nelle ultime partite, l’idea di vedere un valore assoluto come Schick inserito in un contesto che gira bene e che col tempo sembra destinato ad andare ancora meglio, spaventa non poco le concorrenti.

Dove potrebbe giocare Schick?

Ma dove inserire ora Patrik Schick? Domanda pertinente, dato che la partita contro il Chelsea ha dimostrato che entrambi gli esterni che sulla carta dovrebbero contendersi la maglia a sinistra (Perotti ed El Shaarawy) in realtà possono tranquillamente anche gravitare sulla fascia opposta, quella che nel gioco delle coppie di Di Francesco dovrebbe spettare al ceco e a Ünder. Problema comunque relativo, perchè il tecnico sta applicando il turnover alla perfezione, ruotando la sua rosa come nessun altro tra gli allenatori delle cinque sorelle. Se dovesse essere confermato il 4-3-3 attuale, Schick partirebbe sulla destra. Se, con un Florenzi come quello visto in Champions, si volesse optare per un 4-3-2-1, farebbe compagnia a Perotti o al Faraone. E se il turnover prevedesse riposo per l’infaticabile Dzeko, per l’ex Samp si spalancherebbero le porte del centro dell’attacco.

Perchè il suo rientro è stato ancora posticipato?

Eppure la domanda che attanaglia i tifosi è un’altra. Come sta Patrik Schick? Perchè è sempre fuori? Schick sta relativamente bene, come può stare un calciatore che per le note vicende estive ha saltato a pie’ pari la preparazione e che quindi ha già dovuto faticare non poco per rimettersi in linea con i compagni. Proprio come accaduto a Karsdorp, il cui caso, aggiunto all’impressionante serie di stop, brevi o lunghi, che sta colpendo questa Roma, suggerisce di utilizzare tutte le cautele del caso prima di un rientro a pieno regime. Del resto, pare che le noie muscolari, in questo calcio da sessanta partite all’anno, siano in grado di creare quasi più problemi di infortuni che sulla carta richiedono più tempo. Chi va piano va lontano e soprattutto rientra sano. Questa è la strada scelta per Schick. Che non è un problema per la Roma, ma al massimo lo sarà per chi dovrà affrontarla.