Francesco Cavallini

C’è stato un rischio di troppo, con il pallone che ha dovuto baciare il palo interno prima di finire in rete, ma alla fine anche Gregoire Defrel è riuscito ad iscriversi al club del gol giallorosso, con la sua prima marcatura da quando veste la maglia della Roma. Una rete desiderata e per cui il francese deve ringraziare un po’ tutta la squadra, che ha acconsentito a spedirlo sul dischetto a risultato ormai più che acquisito. E quindi anche per lui arriva l’esultanza, andando a cancellare l’unico zero dalla casella dei gol segnati in tutto l’attacco della Roma. Anche se, andando a spulciare i numeri, non è proprio così. Manca ancora, suo malgrado, Patrik Schick.

Schick, il gol in campionato e l’operazione recupero

Il ceco ha infatti messo la sua (peraltro inutile ai fini del risultato) firma nella partita di coppa Italia contro il Torino, ma gli manca ancora la prima marcatura in campionato. L’ultima volta che la punta di Praga ha potuto festeggiare una rete in serie A era ancora vestito con la maglia blucerchiata. In realtà avrebbe potuto farlo contro il Benevento, con quel calcio di rigore a tempo scaduto, ma forse è stato meglio far sbloccare anche Defrel, per completare, o quasi, quella operazione recupero fondamentale per le sorti del campionato della Roma, ma anche della sua avventura in Champions League. L’attesa per ammirare le reali qualità del numero 14 continua ad essere spasmodica,  ma la vittoria casalinga contro l’ultima in classifica, per quanto non probante, regala un dato che può far ben sperare Schick.

Trequartista nel 4-2-3-1…

Sarà un caso, ma nella prima partita giocata “ufficialmente“ con il 4-2-3-1, la Roma realizza ben cinque reti. Certo, si tratta di una contingenza dovuta alla quasi totale mancanza di uomini a centrocampo, ma resta il fatto che questa via sembra percorribile. E può aprire all’attaccante ceco una nuova via per entrare nelle rotazioni e magari nel tabellino dei marcatori. Considerando in questo preciso momento Under pressoché intoccabile sulla fascia destra, il posto di trequartista potrebbe infatti a volte spettare a Schick che, seppure con caratteristiche più da seconda punta, può dire la sua in quella posizione di campo. Che però, squalifiche a parte, sembra essere appannaggio esclusivo di Radja Nainggolan. E quindi che si fa? Si torna all’antico, nel senso del turnover.

…o al posto di Dzeko a Udine?

In questi mesi in cui gli impegni sono stati ridotti, lo sono state anche le rotazioni, con la Roma e Di Francesco alla ricerca di una identità di squadra che potesse sopperire alla crisi di gioco e di risultati che si è palesata fra dicembre e gennaio. Ora però si torna giocare ogni tre giorni e la partita contro l’Udinese, che anticipa quella ben più prestigiosa di Kharkiv contro lo Shakhtar, sarà con tutta probabilità sede di qualche cambiamento soprattutto in attacco, reparto dove in questo momento il tecnico ha più scelte.  Al netto della rete contro il Benevento, Dzeko continua a sembrare un po’ stanco, avendole giocate praticamente tutte. E quindi Schick potrebbe riprendersi il centro dell’attacco, mettere minuti sulle gambe e, perchè no, sbloccarsi anche in campionato. Dovesse tornare a carburare anche il ceco, dopo l’esplosione di Under e la prima rete di Defrel, il tanto vituperato mercato estivo della Roma guadagnerebbe certamente punti agli occhi dei tifosi. E soprattutto in classifica, che male, non fanno mai.