Redazione

Un incontro rimandato a lungo, con la speranza che l’attesa renda più dolce e più sentita l’occasione. La storia d’amore tra Kevin Strootman e la Champions League non è mai davvero sbocciata e si è limitata a una fugace apparizione dalla panchina. Colpa degli infortuni che hanno condizionato gli ultimi anni di carriera del centrocampista olandese, assente giustificato nelle stagioni di Garcia e un anno fa privato della fase finale del palcoscenico più importante dallo sciagurato preliminare contro il Porto. Ma è ora di rifarsi e la partita con l’Atletico cade a fagiolo. Finalmente l‘esordio dal fischio d’inizio, con tanto di conferenza stampa prepartita. Altro che primo giorno di scuola…

Un incontro a lungo rimandato…

Mai vissuta l’atmosfera della Champions League, il ruggito del pubblico ascoltato solo dalla panchina. Neanche con il PSV, perchè con gli olandesi massimo si era fermato all’Europa League. Quando la prima Roma di Garcia (anche grazie a uno Strootman in forma stratosferica) stava facendo sognare la Capitale, era chiaro che sarebbe stata solo una questione di tempo prima di vedere il numero 6 in campo nell’Europa che conta. E anche il primo infortunio non sembrava poter impedire a un destino manifesto di compiersi. Tanto più che l’esordio c’è effettivamente stato, sette minuti nella sfortunata partita contro il CSKA Mosca, con un pareggio subito all’ultimo secondo che a conti fatti è poi costato ai giallorossi l’eliminazione. Poi panchina contro il City e nuova operazione, arrivederci all’anno prossimo.

…tra infortuni e preliminari persi

E invece niente anche stavolta, lungo calvario, terminato solamente a fine campionato, quando la Roma, ormai di Spalletti, era già stata eliminata dal Real Madrid agli ottavi di finale. E siccome non c’è due senza tre, nella scorsa stagione arrivano centottanta minuti contro il Porto, che però si concludono con la retrocessione in Europa League. Ora però nulla può fermare il nuovo Strootman. Meno mobile, ma fisicamente più imponente, che è esattamente quello che servirà contro l’intensità tipica dell’Atletico Madrid. E negli scontri con gli alfieri del cholismo servirà il miglior Kevin, che, complice una struttura diversa, ora ci mette un po’ più di tempo per entrare in forma.

Chi ben comincia…

Di buono c’è che l’olandese non solo è un diesel, ma si esalta nei match più importanti. E cosa c’è di più prezioso della Champions? Sei partite sono garantite, ma la presenza degli spagnoli e del Chelsea nel girone della Roma suggeriscono che se Strootman vuole continuare ad ascoltare l’inno della coppa dalle grandi orecchie dovrà contribuire con il 150% delle sue capacità. Nulla di nuovo, per chi del lavoro e della professionalità ha fatto uno stile di vita. Di certo non mancherà l’adrenalina. E il numero 6 giallorosso ci tiene a fare bella figura nel suo stadio. Anche perchè notoriamente chi ben comincia è già a metà dell’opera.