Francesco Cavallini

Rudi Garcia lo ha chiamato scherzosamente La Lavatrice, per la sua capacità di ripulire anche il pallone più sporco e difficile e riconsegnarlo alla squadra per essere giocato. Ed è un soprannome che per Kevin Strootman è diventato una missione di vita e che ai tifosi della Roma è piaciuto molto. Al punto che, all’ennesima operazione, è partita una campagna social di sostegno al centrocampista giallorosso con centinaia di foto davanti alla lavatrice di casa e l’hashtag #DajeKevin. Ora, facendo i debiti scongiuri, la lavatrice sembra definitivamente di nuovo funzionante e ha ripreso il suo posto nella mediana romanista.

Dopo gli infortuni, la Roma ha un altro Strootman

È però ingeneroso relegare un talento come Strootman al semplice riciclo di palloni pericolosi e complicati. Il colosso di Ridderkerk, ventisette anni compiuti a gennaio, è un centrocampista totale, come richiesto dalla tradizione calcistica olandese. Certo, i quasi tre anni di calvario hanno riconsegnato alla Roma un giocatore diverso da quello che aveva incantato tutti nella prima mezza stagione di Garcia. Lo Strootman longilineo e scattante non esiste più, ma è stato sostituito da un calciatore fisicamente molto più imponente, che mantiene però tutte le caratteristiche tattiche che lo contraddistinguono da sempre.

Dal cerchio di centrocampo alla trequarti difensiva

E allora viene, o potrebbe venire a Eusebio Di Francesco, una pazza idea in grado di sconvolgere il centrocampo della Roma. Spostare il raggio di azione di Strootman qualche metro indietro, davanti alla difesa, trasformandolo in un implacabile mediano recupera palloni, l’erede designato di Daniele De Rossi. Da lavatrice ad aspiratutto. Non sarebbe una novità per l’olandese, che già nelle esperienze con Sparta Rotterdam e PSV Eindhoven ha ricoperto questo ruolo, peraltro con ottimi risultati. Chi teme che la qualità del calcio del numero 6 giallorosso possa essere danneggiata da un arretramento può dare un’occhiata ai numeri, perfettamente in linea con quelli dello Strootman centrocampista centrale sia per numero di reti che di assist.

Un effetto domino che risolverebbe problemi

Sarebbe una mini-rivoluzione, che comporterebbe qualche altro aggiustamento tattico, ma che potrebbe risolvere più di qualche grattacapo a Eusebio Di Francesco. In primis la collocazione di Alessandro Florenzi, che, è risaputo, può giocare ovunque, ma in questo momento un posto fisso in questa Roma non ce l’ha. Si è però detto più volte che l’azzurro è per i dettami tattici del tecnico la mezzala perfetta e lo spostamento di Strootman libererebbe un posto a centrocampo proprio in quel ruolo. Grazie a un trasferimento di Nainggolan dall’altro lato della mediana, Florenzi potrebbe rappresentare l’anello forte di una catena di destra composta (nelle idee dell’allenatore) da Karsdorp, Florenzi e Schick, che a quel punto dovrebbe preoccuparsi un po’ meno di coprire grazie al prezioso lavoro del tuttocampista di Vitinia. E De Rossi, a cui Strootman, di fatto, toglierebbe il posto? In difesa, accanto a Manolas, ad impostare dalle retrovie senza perdere troppe preziose energie. Tutti felici? Forse. Ma sperimentare, almeno in allenamento, non costa nulla.