Redazione

Solo i morti (o i cretini) non cambiano idea ed Eusebio Di Francesco non rientra in nessuna delle due categorie. Dopo aver più volte dichiarato che per lui Defrel è un centravanti, nel match di ICC contro il Tottenham fa partire il francese sull’out destro. Verrebbe quasi da dire alla Mahrez. E pronti via, Defrel fa subito vedere perché il tecnico l’abbia voluto così fortemente. Scambio con Dzeko, protezione della palla e tacco per Bruno Peres. Il cross sarebbe perfetto per il bosniaco, ma esistono anche i difensori. Movimenti della Roma, comunque, promossi. E si capisce anche perché l’abruzzese abbia sguinzagliato Monchi alla ricerca dell’esterno destro in grado di spaccare le partite. I due compari di Dzeko, che cerca pian piano di abituarsi alla ossessiva ricerca della profondità, dettano il gioco e fanno la differenza, decidendo di rientrare verso il centro o di allargare le maglie della difesa avversaria. Sui lati, il leitmotiv è abbastanza chiaro. Perotti gioca palla al piede, Defrel si getta negli spazi.

In fase di non possesso la Roma è compatta, cerca di non concedere spazio al Tottenham, che di riflesso tenta spesso di lanciarsi alle spalle della linea difensiva, che l’allenatore vuole (e ottiene) molto alta. E con una delle caratteristiche azioni di Di Francesco si sblocca la partita. Inserimento della mezzala, in questo caso Nainggolan, cross interrotto da un braccio. L’arbitro ci mette qualche secondo e chiede l’aiuto da casa (cioè del quarto uomo), poi indica il dischetto. Perotti passeggia e la Roma è in vantaggio. Nella retroguardia non c’è Manolas, protagonista di una chiacchierata e già smentita trattativa con la Juventus, ma la coppia Jesus-Fazio controlla bene due clienti non semplicissimi come Kane e Alli. Il centro tiene, i lati un po’ meno, con Kolarov e Peres che ogni tanto si ritrovano a dover inseguire avversari lanciati dietro la loro schiena. A proposito di Kolarov, il serbo è, ovviamente, quello un po’ più al di fuori degli schemi, ma la voglia di provarci non gli manca.

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Bruno Peres, in attesa di Karsdorp, è il titolare sulla fascia destra della Roma

Voglia che non manca neanche a Gerson, che non ha chiaramente il passo della mezzala, ma che soprattutto in fase propositiva si rivela prezioso, con più di qualche spunto sullo stretto particolarmente interessante. E tra i “nuovi vecchi” si fa vedere anche Alisson, poco impegnato ma attento quando Kane alla sua maniera sfrutta il minimo degli spazi per centrare la porta dalla distanza. Il primo tempo termina con buone sensazioni giallorosse. Atteggiamento apprezzabile, disponibilità al sacrificio in copertura e in generale un’ottima applicazione dei dettami tattici del tecnico. Volendo cercare il pelo nell’uovo, l’unico un po’ a disagio sembra Dzeko. Le sue sponde sono utili e come sempre il bosniaco non lesina sull’impegno, ma sembra soffrire un po’ la vocazione sfacciatamente verticale del gioco di Di Francesco. Ma c’è tempo per registrarsi.

Al ritorno in campo, cambiano gli interpreti ma non il tasso tecnico del match. Di Francesco inserisce Manolas, Strootman e il giovane Ünder per Jesus, Gerson e Defrel. E il turco si fa subito vedere, bucando la difesa degli Spurs con la sua velocità. A proposito di bucare, Fazio manca clamorosamente un rilancio del nuovo entrato Lloris e sul rientro abbatte Kane. Per fortuna dei giallorossi, l’arbitro statunitense stavolta non chiede lumi e si fida sul suo giudizio, che anche in questo caso è nettamente errato. La partita si incattivisce un po’, Kane si fa giustizia da solo su Manolas e ne nasce un parapiglia che dura almeno cinque minuti in cui ognuno ha da dire la sua.

Il Tottenham passa a quattro dietro e inserisce Eriksen, che aumenta e di parecchio i giri delle giocate inglesi. Ne fa le spese Fazio, che comincia ad andare in difficoltà sulle imbucate rapide. E al minuto 60, come previsto, scatta il maxi turnover giallorosso. Dell’undici iniziale restano in campo solo Peres, vista l’assenza di Karsdorp, e Perotti. Skorupski tra i pali, Moreno si sistema a sinistra, Castan va a far coppia con Manolas, Gonalons per De Rossi, Pellegrini per Nainggolan e Tumminello (non Sadiq) per Dzeko. La squadra è ovviamente poco registrata e soffre il pressing crescente degli inglesi, ma su un’ottima ripartenza Ünder è fulmineo nell’approfittare di un rinvio sballato della difesa del Tottenham e a raddoppiare, proprio nel momento di maggior difficoltà della Roma. E il turco continua a farsi vedere, con l’intenzione di dimostrare che, calcio di luglio a parte, i circa quindici milioni spesi per lui non sono stati una scelta avventata.

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Cengiz Ünder con la maglia della nazionale turca

Calano un po’ i ritmi e la difesa giallorossa si addormenta su un’idea di Eriksen. Janssen prende il palo ma Skorupski, Castan e Moreno fanno la frittata tentando di rilanciare e a tre minuti dalla fine il Tottenham è di nuovo in partita. E il calo di tensione è totale, Castan viene saltato sulla destra, Manolas (condizionato da un fastidio alla spalla) si fa anticipare e tutto in parità. Ma i rigori non ci saranno, perchè neanche un minuto dopo, Tumminello imita il suo idolo Bobo Vieri, smarcandosi di forza in area su cross di Strootman e chiudendo il match.

Vittoria che fa morale e partita che, al netto di qualche distrazione, regala una buona Roma, soprattutto nei primi quarantacinque minuti. La ripresa ha evidenziato qualche sofferenza di troppo, soprattutto a centrocampo, ma ha anche messo in luce individualità interessanti tra le seconde linee, come Ünder e Tumminello. Prossima sfida, caldissima, alle 22 italiane di domenica 30. Dopo aver respirato aria di Champions, i giallorossi si preparano al primo degli scontri stagionali con la Juventus di Allegri. E non sarà di certo un’amichevole. Non potrà mai esserlo.