Francesco Cavallini

Il secolo della precarietà colpisce, seppur in colpevole ritardo, anche la Roma. Il posto fisso in squadra è una chimera, soprattutto con Eusebio Di Francesco al timone. Il tecnico abruzzese applica alla perfezione la frase solitamente troppo abusata che recita “chi sta meglio, gioca”. In alcuni ruoli le scelte sono obbligate, almeno finchè il ritorno dei lungodegenti non potrà garantire una concorrenza adeguata. Ma nelle altre posizioni, i calciatori giallorossi che hanno la certezza di una maglia da titolare sono pochi. Ottimo, almeno dal punto di vista dell’allenatore, dato che la competizione non può far altro che spronare tutti a fare meglio.

I dubbi di Di Francesco coinvolgono gli esterni

E dopo i sei punti tra Verona e Benevento, Di Francesco si trova davanti qualche dilemma nel momento di decidere l’undici che affronterà l’Udinese. I dubbi maggiori sono in attacco. In Campania nessuno degli esterni schierati dal tecnico giallorosso ha fatto la differenza e le gerarchie, che almeno in teoria dovevano essere cristallizzate su Perotti a sinistra e Schick a destra, sono da riscrivere ogni volta. Il ceco è out e deve ancora trovare la forma migliore, mentre l’argentino a volte dà l’impressione di andare a corrente alternata. E quindi Under, Defrel e anche Florenzi scalpitano.

Guardando alla scorsa stagione…

Chissà però se Di Francesco, oltre allo stato di forma dei suoi, si affida anche un po’ alla cabala. Ai precedenti, alle tradizioni. A occhio sembra difficile, dato che l’allenatore della Roma è uomo pragmatico e realista. Ma dando un’occhiata a qualche numero, la storia recente pare suggerirgli a chiare lettere chi schierare affianco a Dzeko, sempre più cannoniere e leader della sua squadra. L’Udinese è avvisata, se a scendere in campo all’Olimpico saranno Defrel e Perotti, per i bianconeri rischiano seriamente di essere dolori.

…i numeri consigliano Defrel e Perotti

Il francese nella scorsa stagione ha praticamente vinto da solo le due partite del Sassuolo contro i friulani. Una rete all’andata e due al ritorno, entrando tra l’altro dalla panchina. Una media di un gol ogni mezz’ora, un campanello d’allarme per la difesa di Del Neri. Certo, lo scorso anno Defrel veniva schierato da centravanti, ma la sua presenza farebbe di certo correre qualche brivido sulla schiena dei tifosi avversari. Perotti, dal canto suo, nella stagione 2016/17 ha giocato solo l’andata con l’Udinese, ma trentatre minuti gli sono bastati per trasformare due rigori e regalare a Salah l’assist del definitivo quattro a zero.

Improbabile che queste cifre possano impressionare l’allenatore della Roma, che come sempre farà le sue valutazioni guardando a ciò che racconta il campo. Ma si sa, il calcio è un mondo in cui riguardo a queste cose vale un altro apprezzatissimo adagio. Non è vero, ma ci credo. E vedremo se anche Di Francesco, almeno un po’, ci crede.