Francesco Cavallini

Il solito Dzeko, croce e delizia? No, non si parla del rendimento del bosniaco, che lo scorso anno ha terminato la stagione da capocannoniere di Serie A ed Europa League e che in campionato ha già timbrato il cartellino nello sfortunato match con l’Inter. Negli ultimi dodici mesi il tifoso romanista, anche il più critico nei confronti del Cigno di Sarajevo, è stato però costretto a pregare costantemente che al numero nove giallorosso non succedesse nulla. Il punto debole della campagna acquisti della Roma dell’estate 2016 era infatti la mancanza di un vice-Dzeko, che permettesse all’attaccante di riposare e di non farsi trovare spossato al momento decisivo. Cosa che è poi puntualmente accaduta. Ora la situazione però si è ribaltata. Se Dzeko…non gioca, Di Francesco ha comunque ben tre opzioni per rimpinguare la linea offensiva. Due le ha portate il mercato, una era già in casa.

Defrel, “IL” vice-Dzeko

Telenovela infinita di mercato, accordo con il Sassuolo faticosamente raggiunto e poi, finalmente, l’arrivo a Roma. Defrel è un centravanti, parola del tecnico che lo ha già allenato a Sassuolo. Poi, complice Mahrez, nelle prime due partite ufficiali il francese è finito a fare l’esterno a destra. Ora che alla rosa si è però aggiunto Schick, il numero 24 è pronto ad accomodarsi in panchina, nella consapevolezza che vista la tendenza di Di Francesco a utilizzare molto tutti i giocatori a disposizione, le occasioni di mettersi alla prova non mancheranno. Rispetto al bosniaco l’ex Cesena offre molta più profondità, ma non garantisce lo stesso lavoro di protezione della sfera a favore della squadra di Dzeko. Il che non è però strettamente necessario in ogni partita e in alcuni casi le doti e la velocità di Defrel risulteranno di certo più utili dell’imponente figura del bosniaco.

Schick, l’ibrido

L’esterno destro, si è poi scoperto, non è Mahrez ma Patrik Schick. Che lo ha messo in chiaro, preferisce giocare (anche lui) da centravanti, ma si adatterà serenamente sull’out, giocando accanto a Dzeko. Certo, quando il numero 9 dovrà tirare il fiato sarà però difficile impedire al ceco di volersi accentrare. E allora perchè non invertire i ruoli prestabiliti, lasciando la fascia a Defrel e scatenando l’acquisto più costoso della storia della Roma in prima linea? Schick è in grado di dare alla squadra sia profondità che costruzione arretrata, facendo salire i compagni tenendo la sfera e poi lanciandosi alle spalle dei difensori con una rapidità impressionante. E Di Francesco questo lo sa molto bene.

El Shaarawy, la sorpresa

Nella sua prima (mezza) stagione, Spalletti lo ha preferito spesso e volentieri a Dzeko. Ma il cambio di registro tattico dello scorso anno e la vena realizzativa del numero nove hanno spostato definitivamente l’italo-egiziano sulla fascia sinistra. Eppure Di Francesco è consapevole che il Faraone ha tutte le doti per fare bene anche al centro dell’attacco e, in condizioni particolari, può decidere anche di lanciare il numero 92 all’assalto delle difese più ostiche, puntando sulle sue doti balistiche e sulla capacità di saltare l’uomo in velocità.