Matteo Muoio

Con la splendida punizione trasformata sabato contro lo Stoke, Wayne Rooney ha salvato Mourinho ed è entrato nella leggenda dello United, diventando, con 250 reti, il miglior marcatore nella storia del club. Superato il record di Sir Bobby Charlton che resisteva da ben 44 anni. Con l’occasione, abbiamo deciso di proporvi una lista dei migliori 5 attaccanti inglesi dell’ultimo trentennio. Limitare la scelta agli anni dall’istituzione della Premier – nata nel 1992 – avrebbe comportato alcune imperdonabili esclusioni.

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Un giovanissimo Rooney ai tempi dell’Everton

Rooney, prodigio a Liverpool, leggenda a Manchester

I numeri ci obbligano a partire, appunto da Wayne Rooney. Miglior marcatore nella storia dei Red Devils, secondo miglior marcatore nella storia della Premier con 196 gol. Un talento enorme, sbocciato prestissimo. A 16 anni gli esordi e i primi gol con la maglia dell’Everton, squadra che lo ha cresciuto e di cui è tifoso. Dopo due anni ad ottimi livelli, un Europeo da titolare – Portogallo 2004 – e la chiamata di Sir Alex Ferguson, che decide di investire 39 milioni di euro per portarlo alla sua corte. Da lì 13 anni di gol e di successi, col ragazzo di Liverpool sempre in doppia cifra in Premier – eccezion fatta per la scorsa stagione – e decisivo in Europa. Nel suo palmarès 5 campionati inglesi, 3 Coppe di Lega, 1 Coppa d’Inghilterra, 6 Community Shield, 1 Champions e una Coppa del Mondo per Club, oltre a svariati titoli individuali. Ah, con 53 reti è pure il calciatore inglese ad aver segnato più gol in nazionale. Le scelerate scelte di mercato dello United negli ultimi due anni – con centinaia di milioni spesi per il reparto offensivo – gli hanno tolto il posto da titolare, ma nulla può estrometterlo dall’Olimpo del calcio inglese.

Shearer, il prototipo del perfetto attaccante inglese

Secondo nella nostra classifica, esclusivamente per questione di titoli. Alan Shearer in carriera ha vinto solo un campionato inglese, ma con 260 gol è il miglior marcatore di sempre nella storia della Premier League. I gol sarebbero in realtà 283, 23 li ha segnati – tutti con la maglia del Southampton – nella defunta First Division. Grande in provincia, ha esordito col Southampton diventando il più giovane calciatore nella storia del campionato inglese a realizzare una tripletta – a 17 anni e 8 mesi ne rifilò 3 all’Arsenal – per poi passare al Blackburn, dove è grande protagonista dello storico titolo del ’94-’95 con 34 reti in 42 gare. Nel ’96 il passaggio al Newcastle, cui si legherà per 10 anni diventandone, con 206 gol, il miglior marcatore di sempre. Tre volte capocannoniere in Premier, 2 volte in Coppa Uefa, una volta agli Europei casalinghi del 1996. Ha vestito la maglia della nazionale dal ’92 al 2000, realizzando 30 gol in 63 incontri ufficiali. Insignito del titolo di Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico per meriti sportivi durante la Queen’s Birthday Honours List nel giugno del 2001, è salito di grado nel giugno scorso come Comandante “per i servizi di carità resi alla comunità, nel Nord-Est dell’Inghilterra”. Shearer, più di ogni altro, ha incarnato la miglior espressione del prototipo di punta inglese: generoso, fisicamente immarcabile, forte di testa, implacabile in area e dotato di un destro potentissimo.

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Shearer con la maglia della nazionale inglese

Michael Owen, il ragazzo d’oro

Rooney è stato ancora più precoce, vero, ma nell’immaginario inglese il golden boy per eccellenza rimarrà sempre Michael Owen. Talento purissimo quanto fragile, frenato in carriera da diversi brutti infortuni. Cresciuto nelle giovanili del Liverpool, fa il suo esordio in Premier a 17 anni, andando subito in gol contro il Wimbledon e nelle due stagioni successive – ’97-’98 e ’98-’99 – riesce ad imporsi come capocannoniere.  Salta praticamente l’Under e diventa immediatamente una pedina importante in nazionale maggiore, esordendovi a 18 anni: al Mondiale francese del ’98,  nell’ottavo di finale contro l’Argentina realizza uno dei gol più belli nella storia della competizione. A Liverpool vince, da protagonista, una Coppa Uefa e una Supercoppa Europea, oltre ad un FA Cup e due Coppe di Lega. Nel 2004 il passaggio al Real dei Galacticos: Perèz all’epoca acquistava un galactico all’anno senza curarsi troppo di doppioni e necessità della rosa. Una sola stagione, non esaltante, nella quale, nonostante la presenza di Ronaldo e Raul, Michael riesce a mettere insieme 45 presenze tra campionato e coppe, condite da 16 gol. Quindi il ritorno in Inghilterra, al Newcastle: inizia bene, poi la rottura del crociato e 10 mesi di stop, quindi la frattura della caviglia. In totale 4 stagioni senza esaltare. Poi il controverso trasferimento allo United, – la rivalità United/Liverpool è una delle più accese d’Inghilterra – dove in 3 anni collezionerà una cinquantina di presenze,17 gol, il suo primo titolo inglese e altri 2 gravi infortuni. Si ritira dal calcio giocato a 34 anni dopo una stagione poco fortunata allo Stoke. Per il ragazzo di Chester 150 gol in Premier e 40 in nazionale.

Lineker, il più corretto

Con Gary Lineker facciamo il primo salto ante-Premier. Con 192 reti fra le vecchie First e Second Division e 48 gol in nazionale il ragazzo di Leicester si è imposto come uno dei migliori attaccanti britannici di sempre. Col Leicester ha esordito ed è esploso, realizzando quasi 100 gol in sette stagioni, con l’Everton si è consacrato, facendone 30 in 41 partite. Poi tre stagioni in Spagna, al Barcellona, dove mantiene un’ottima media realizzativa e vince una Coppa del Re e una Coppa delle Coppe. Quindi il ritorno in Inghilterra, al Tottenham: tre anni, una coppa di Lega e una media da oltre 20 gol a stagione. Chiude in Giappone, a seguito di un brutto infortunio, dopo due stagioni al Nagoya Grampus. Nel 1990 gli viene assegnato il Fifa Fair Play Award per non essere mai stato ammonito o espulso in carriera.

Le Tissier, la bandiera

Ruolo, numeri e titoli ci imporrebbero di chiudere con Andy Cole, ma abbiamo optato per Matthew Le Tissier per diversi motivi. Innanzitutto per aver deciso di legarsi per tutta la carriera ad una sola maglia, quella del Southampton; solo dopo il ritiro dal professionismo ha collezionato qualche partita in quinta serie con l’Eastleigh, mentre nel 2013, a 45 anni, ha giocato una partita con il Guernsey, squadra della sua isola, militante nell’equivalente di una nostra Seconda Categoria. Non era un attaccante ma una seconda punta/trequartista capace di tenere medie realizzative da numero 9: tra First Division e Premier League ha totalizzato 162 gol in 443 presenze. Proprio per il ruolo, probabilmente, non ebbe grande fortuna in nazionale, con sole 8 presenze in 8 anni, senza nessun gol. Elegante, geniale, si è imposto come miglior rigorista della storia del calcio, con 47 realizzazioni in 48 tentativi.

Le Tissier saluta i tifosi nel giorno del suo addio