Adriano Stabile

Il ritorno del figliol prodigo è vicino: Wayne Rooney, “trascurato” da José Mourinho nella scorsa stagione al Manchester United, è a un passo dalla firma con l’Everton. Sarebbe un romantico viaggio nel tempo per il quasi 32enne attaccante inglese, che proprio con la maglia dei “Toffees” si mise in luce tra il 2002 e il 2004, prima del grande balzo verso i “Red Devils”. Tornare in età matura là dove si è lasciato il cuore, dopo una carriera brillante, è un cliché che si ripete non di rado nel mondo del calcio.

I calciatori di ritorno nel club più amato

Proprio in terra britannica si ricorda il caso di Denis Law, fantastico attaccante scozzese vincitore del Pallone d’Oro nel 1964. Formatosi nell’Huddersfield Town, il 20enne Law è esploso nel massimo campionato inglese con il Manchester City, firmando 21 gol in poco più di un campionato, tra il 1960 e il 1961. Ingaggiato dal Torino, fu rispedito in Inghilterra con l’amico Joe Baker dopo una sola stagione per colpa di un eccessivo amore per i night club e di un grave incidente stradale nel centro di Torino: l’8 febbraio 1962, alle 4 di mattina, l’Alfa Romeo dei due calciatori britannici si schiantò, con i loro sogni italiani, contro il monumento di Garibaldi in via Cairoli.

Il colpo di tacco di Denis Law

Law tornò così a Manchester, stavolta per vestire la maglia dello United di Matt Busby, con cui in undici anni scrisse stupende pagine di calcio, realizzando 237 reti in gare ufficiali. Poi nel 1973, lasciato libero dai “Red Devils”, tornò al Manchester City, segnando l’ultimo gol della sua carriera di tacco, all’ultima giornata, proprio in un derby contro lo United, battuto all’Old Trafford 1-0 e retrocesso in seconda divisione a causa di quella sconfitta.

Qualcosa di simile aveva fatto tanto tempo prima Billy Meredith, leggenda gallese del calcio Oltremanica tra il XIX e il XX secolo. Esploso nel Manchester City, Meredith diede il meglio allo United, vincendo il campionato inglese nel 1908 e nel 1911. Poi, nel 1921, tornò a chiudere la carriera con i Citizens, quando aveva 47 anni suonati, riuscendo a giocare ancora un paio di stagioni tra massimo campionato e FA Cup.

Cruijff torna all’Ajax e lo tradisce

Il ritorno all’ovile da calciatore di Johan Cruijff ha avuto un sapore agrodolce: rientrato all’Ajax a 34 anni, nell’81, dopo le esperienze nel Barcellona e negli Stati Uniti, l’asso olandese ha tradito i lancieri dopo un paio d’anni. Rimasto a piedi infatti, firmò per un’ultima stagione da calciatore, nel 1983-84, con i rivali del Feyenoord, con cui peraltro vinse il campionato. Senza squadra era rimasto anche Maxime Bossis, roccioso difensore della Francia campione d’Europa 1984: inattivo per un anno dopo quattro stagioni al Matra Racing, se ne tornò al “suo” Nantes, 35enne, per l’ultimo ballo della sua carriera.

Ritorni a metà per Simeone e Kakà

Tra i vincitori del Pallone d’oro, oltre a Law e Cruijff, anche il danese Allan Simonsen ha una storia da figliol prodigo: cresciuto nel Vejle, squadra della sua città natale, vi è tornato a concludere la sua parabola calcistica dopo i successi negli anni ’70 con Borussia Mönchengladbach e Barcellona. Tra tanti altri big internazionali Daniel Passarella scelse l’amato River Plate per lasciare il calcio, mentre Simeone e Kakà sono tornati rispettivamente nell’Atletico Madrid e nel San Paolo, con cui avevano fatto benissimo negli anni d’oro, salvo percorrere altre strade verso l’addio al campo verde.

Brehme campione tedesco da neopromosso

A lieto fine il ritorno del tedesco Andreas Brehme, terzino dell’Inter dei record ’88-89 e campione del mondo nel 1990 a Roma: riportato in Bundesliga l’adorato Kaiserslautern nel 1997, dodici mesi più tardi contribuì, pur giocando poco, a un incredibile titolo nazionale vinto da squadra neopromossa. A quel punto, a quasi 38 anni, non poteva far altro che appendere gli scarpini al chiodo. Meno scoppiettante invece l’addio dell’attaccante brasiliano Romario, che nel suo Vasco Da Gama ha speso le ultime briciole di un percorso da mille gol (amichevoli comprese).

Meazza e Ferraris IV si fanno perdonare

Dalle nostre parti Giuseppe Meazza, icona dell’Inter e due volte campione del mondo nel 1934 e nel 1938, si è fatto perdonare il tradimento di vestire la maglia milanista tornando a chiudere la carriera in nerazzurro, da allenatore-giocatore, nel 1946-47. Qualcosa di analogo a quanto accaduto ad Attilio Ferraris IV, capitano della Roma di Testaccio, che per ripicca andò ai cugini della Lazio, nel 1934, dopo un litigio con il presidente romanista Renato Sacerdoti. Tornò sui suoi passi, vestendo un’ultima volta la maglia giallorossa, quattro anni più tardi, quando il numero uno del club era diventato Igino Betti.

Ferraris Roma Lazio

Attilio Ferraris IV, campione del mondo nel 1934

Di Canio torna e castiga la Roma nel derby

Dall’altra parte del Tevere ricordano con piacere il ritorno di Felice Pulici, portiere campione d’Italia con la Lazio nel 1974 e rientrato nell’81 per finire la carriera nei biancocelesti in Serie B, e quello di Paolo Di Canio, capace di segnare ancora in un derby nel 2005 a 36 anni, 16 dopo il primo storico gol alla Roma allo Stadio Flaminio.

“Picchio” De Sisti, sempre nella Capitale, benedice ancora oggi il presidente giallorosso Gaetano Anzalone per averlo ripreso alla Roma, nel 1974, dopo i successi con la Fiorentina e in azzurro. Marco Simone e Andriy Shevchenko non hanno lasciato grandi ricordi nella loro seconda esperienza al Milan mentre Roberto Cravero e Roberto Mussi, che sono stati compagni di squadra nel Torino, hanno nel loro destino rispettivamente le maglie granata e del Parma.

Le scelte con il cuore di Rizzitelli e Savoldi

Savoldi Atalanta

Figurine Panini 1982-83

Scelta romantica è stata quella di lasciare il calcio a Cesena nel 2001 da parte di Ruggiero Rizzitelli, che dalla Romagna aveva spiccato il volo verso il grande calcio 13 anni prima. Non è riuscito a fare lo stesso percorso il “Condor” Massimo Agostini, ma solo perché la voglia di giocare gli è rimasta fino a ben oltre i 40 anni. A Savona sono tornati in età avanzata, dopo gli assaggi di gioventù, il bomber Pierino Prati e Maurizio Turone, quello del gol annullato alla Roma contro la Juventus nell’81.
Nell’Atalanta si sono rivisti con i primi segni di pancetta il portiere Pierluigi Pizzaballa, capace di giocare in Serie A in nerazzurro a 39 anni e 5 mesi, quattro lustri dopo il suo debutto bergamsco in B nel 1959, e Beppe Savoldi, che volle tornare nella “Dea” dopo due anni di stop per il calcioscommesse. “Mister due miliardi” voleva cancellare l’onta di quella squalifica agli occhi del figlio, regalandosi almeno un altro gol da professionista: ci riuscì il 26 settembre 1982, realizzando il gol vittoria dell’Atalanta contro il Bari, in un match di Serie B.

Altobelli saluta con una doppiette nel Brescia

Il 3 giugno 1990 Alessandro Altobelli si regalò l’addio al calcio più bello: doppietta al Padova con la maglia del Brescia, il club in cui si era messo in luce prima degli anni ruggenti con Inter, Juventus e nazionale (“Spillo” è stato campione del mondo nel 1982). Franco Causio è tornato a giocare nel Lecce a 36 anni, 20 dopo l’esordio in Serie C con i salentini, mentre Gianluca Pagliuca, che aveva militato nel Bologna soltanto a livello giovanile, si è tolto lo sfizio di esordire nella prima squadra emiliana a 33 anni, dopo aver vissuto i fasti con Sampdoria, Inter e nazionale. Zico e Junior non hanno resistito al richiamo del Flamengo, anche se il “Galinho” ha continuato a giocare ultraquarantenne pure in Giappone.

Cerezo torna all’Atletico Mineiro per 112 dollari al mese

Davvero fatta con il cuore fu la scelta di Toninho Cerezo che nel 1996, a 41 anni, ha accettato la proposta di giocare nel suo amato Atletico Mineiro con uno stipendio simbolico di 112 dollari al mese. «Sono le mie ultime cartucce in campo e le voglio “sparare” bene, nella squadra con la quale ho cominciato 26 anni fa – le parole del centrocampista brasiliano all’Ansa il 9 maggio 1996 – ho sempre pensato di tornare a giocare nell’Atletico per chiudere qui la carriera, è una specie di debito con i tifosi».
Siamo certi che Wayne Rooney non accetterà le stesse condizioni economiche di Cerezo per giocare nuovamente nell’Everton, ma c’è qualcosa di romantico anche nella scelta dell’attaccante inglese.

Cerezo Roma

Toninho Cerezo nella Roma 1983-84