Elisa Ferro Luzzi

Vi ricordate di Roy Larner, il tifoso inglese che ha deciso di affrontare a mani nude i terroristi durante l’attentato di qualche settimana fa sul London Bridge al grido di “Sono del Millwall!!”? Ebbene il suo gesto, che ha fatto il giro del mondo, ha convinto la Frequency Beer Works, azienda svedese produttrice di birra, a rendergli omaggio: sulle bottiglie di una qualsiasi bionda o rossa prodotta in questo periodo, apparirà la scritta “Fuck You, I’m Millwall”, l’esatta frase pronunciata appunto dall’impavido 47enne agli jihadisti. “Siamo impressionati dalla storia del tifoso del Millwall, che con il suo eroico gesto ha salvato la vita a molte persone. Abbiamo deciso di realizzare una birra in suo onore”, ha affermato il presidente della compagnia.

Roy Larner, l’eroe tifoso del Millwall

Cosa significa essere un tifoso del Millwall?

Ma cosa significa esattamente essere un tifoso del Millwall? Partiamo dalle basi: il Millwall Football Club è una società calcistica inglese con sede nella città di Londra, precisamente a New Cross, nel borgo di Lewisham. Attualmente milita nella Football League One, la terza divisione del calcio inglese. Il club, nato nel 1885, non viene ricordato per i titoli conquistati ma per le vicissitudini che hanno accompagnato la sua tifoseria fin dai primi anni di esistenza. Dimenticatevi della Londra dei villini a schiera di Chelsea o Fulham: il distretto di Millwall si trovava e si trova sull’Isola dei Cani, o Isle of the Dogs, a dispetto del nome una penisola nell’East End londinese a ridosso del Tamigi, che sin dall’inizio dell’800 è stata sempre una zona di ciminiere, operai portuali e lavoratori provenienti per la maggior parte dalla Scozia. Tant’è che i suoi tifosi inizialmente venivano chiamati The Dockers, gli scaricatori di porto. Nulla a che vedere, dunque, con gli sfarzi della City, lontana qualche manciata di chilometri. La Grande Depressione degli anni ’20 rese l’Isola dei Cani un luogo del tutto estraneo al resto del paese, covo di una fascia sociale dalla quale i londinesi si sono tenuti a debita distanza. Da lì la nascita di bande criminali che cercano di prendere il controllo di aree sempre più grandi della capitale inglese e dell’Inghilterra in generale diventando temutissime sia a livello sociale che calcistico.

isle of the dogs

Un’immagine dell’Isola dei Cani di fine ‘800

NO ONE LIKES US, WE DON’T CARE
Sebbene la prima firm legata al club sia stata F-Troop, i Bushwackers – soprattutto tra gli anni ’70 e ’80 – sono stati i più attivi hooligans del Millwall. Il loro principale scopo era quello di causare scompigli e scontri agli incontri calcistici della propria squadra: in diverse occasioni sono stati accusati di aver causato alcuni fra i peggiori atti di violenza del calcio inglese. La firm è tuttora esistente, sebbene non abbia più le stesse dimensioni numeriche degli anni ’80. Ciò è dovuto in parte all’iniziativa di tesseramento da parte dell’ex presidente del Millwall Theo Paphitis, in seguito agli incidenti avvenuti fuori al New Den Stadium la sera della semifinale playoff contro il Birmingham City, nel maggio 2002. “No one like us, we don’t care” (Non piacciamo a nessuno, non ci importa) è il motto dei tifosi del Millwall, che sanno di essere diversi, sanno di appartenere a una cultura e ad una fetta di classe sociale nettamente diversa dalle altre. E di questo non gli importa proprio nulla. “Una sbronza, una scazzottata, una partita: questo è il Millwall”.

no one likes us

I tifosi del Millwall e il loro motto