Redazione

Juventus, con l’Udinese un possibile ritorno: sarà (finalmente) anche la volta di Rugani? Tutto lascia credere che dopo tre panchine e una tribuna il difensore centrale bianconero possa tornare al fianco di Chellini. Una scelta che lascia aperto l’interrogativo: il ragazzo gioca solo le partite “facili”?

Tutela o scarsa fiducia?

Il concetto è labile: Allegri lo vuole proteggere, o non si fida del suo centrale? Rugani non è più una giovane speranza. É al suo terzo anno in bianconero e, anche se storicamente Allegri è restio a concedere fiducia totale e incondizionata ai giovani, è il momento di capire cosa sarà di lui. Alla sua stessa età Chiellini, nella stessa squadra, era già un titolare sebbene il tasso tecnico della Juventus di allora fosse diverso. I numeri, comunque, parlano chiaro: Rugani non è stato mai stato impiegato nelle partite di Champions. Ed ha vissuto l’ultimo mese in naftalina fra panchina e tribuna. Cosa è successo? L’interrogativo è più che lecito.

Non era lui, l’erede di Bonucci?

Nell’immaginario dei tifosi, Rugani avrebbe dovuto sostituire Bonucci. Neanche per idea. Allegri, conti alla mano, lo considera più affidabile che insostituibile: non a caso, non si sente di affidargli la cassaforte bianconera in Europa. Beh, la scelta è legittima, quanto discutibile. É complicato pensare che Rugani sia inferiore a chi è sceso in campo in questi mesi. Ed è ancor più faticoso capire quale sia l’effettivo valore del ragazzo. Allegri gli impedisce di confrontarsi con Messi e Ronaldo, ma gli consente di affrontare Cagliari e Udinese. Qualcosa non torna: o forse sì. Evidentemente Rugani è considerato l’optimum contro avversari di piccola o medio cabotaggio? Se fosse cosi, non esattamente un attestato di stima. Piuttosto la certificazione di decisioni dettate dall’idea di carenze caratteriali. Da quando Allegri allena la Juventus, ripete che Rugani ha enormi mezzi tecnici. Ma non gli ha mai fatto guidare la difesa bianconera. Ci sarà un motivo?