Fernando Orsi

Siamo usciti con le ossa rotte dal Santiago Bernabeu, e non soltanto in termini calcistici. Fuor di metafora, ho visto l’Italia di Ventura sconfitta su tutti i fronti. Già prima di iniziare le qualificazioni del campionato del mondo sapevamo bene che la Spagna sarebbe stata un’avversaria difficile da superare. Per questo motivo, la gogna mediatica che si è accanita contro la nazionale dopo la sconfitta mi è parsa eccessiva.

Certo, si possono discutere le scelte di Ventura o l’atteggiamento forse un po’ troppo spavaldo dei nostri giocatori, che gli si è ritorto contro come un boomerang. Ma l’obiettivo finale, al di là di questa pesante sconfitta, rimane la qualificazione, che grazie al cordiale pareggio dell’Albania contro la Macedonia e alla vittoria italiana di questa sera contro Israele, non è più solo un miraggio.

I problemi, tuttavia, restano e sono più che evidenti. In particolare, il primo tempo del match si è dimostrato lo specchio delle difficoltà di manovra che affliggono questa nazionale. Innanzitutto, mi sembra chiaro che il 4-2-4 proposto da Ventura con la Spagna e replicato con Israele, abbia delle problematiche di fondo.

La posizione di Verratti in un centrocampo a due non favorisce di certo la prestazione del centrocampista del PSG, abituato ad un centrocampo a tre nella squadra parigina. La fase difensiva, poi, non è più solida come quella di un tempo: sarà l’età che avanza, saranno le tante partite giocate, ma la BBC sembra aver perso la sua granitica affidabilità. Ma spezziamo una lancia in favore della nostra nazionale. Il reparto offensivo, quello costituito da Belotti, Immobile, Insigne e Candreva, garantisce più che semplici sicurezze. Ma a vederli giocare tutti e quattro insieme ho avuto la sensazione che la squadra ne risentisse in termini di equilibrio. Questa asimmetria è stata evidente contro la Spagna, e questa sera è stata confermata contro Israele, una squadra, peraltro, che in quanto a tecnica è sicuramente inferiore a quella iberica.

In conclusione. L’obiettivo era quello di arrivare agli spareggi, e pare raggiunto. Ciò che mi preoccupa è l’avversario che eventualmente ci troveremo di fronte nella sfida decisiva per la qualificazione. Potremmo incontrare, infatti, squadre come l’Irlanda del Nord, Irlanda o addirittura il Portogallo. Non proprio le ultime della classe. E con un’Italia come quella vista nelle ultime due partite, detto fra noi, non sono sicuro di poter dormire sonni tranquilli.