Luigi Pellicone

La Cina è…vicina ma anche molto severa. Le prospettive sono più nere che azzurre: Suning è sotto il controllo di Xi Jinping. Il presidente della Repubblica Cinese è molto attento agli investimenti all’estero e il patron dell’Inter ha già speso 70 milioni di euro. E, direte voi, ma il Milan?  Vero, ma i rossoneri, solo sul calcio. Il Gruppo Suning ha speso, e anche parecchio,  per i diritti tv e sport motoristici. Quanto basta per un giro di vite. Borsa chiusa. Prima si vende, poi si compra.

E adesso? Cosa fa l’Inter?

Vita durissima per Ausilio e Sabatini costretti a lavorare sulle idee: il portafoglio, improvvisamente svuotatosi, ha compromesso gli acquisti di Emre Mor e la trattativa per Salcedo e rallentato pesantemente quella di Schick, quasi arenatasi. Restano poche scelte, anzi l’unica via possibile rimasta è l’autofinanziamento. Via, subito, presto e venduti anche meglio, tutti gli esuberi. E poi, di corsa, caccia all’affare low cost. Tutto in meno di 200 ore, quante ne mancano alla fine del mercato.

In primis, il difensore centrale

Si sta stringendo per Mustafi (più lontano) e Mangala. Sabatini dovrà incontrare gli intermediari del ragazzo che ha già espresso la propria volontà di raggiungere Milano. Il problema è, ovviamente, economico: il City ha pagato 32 milioni l’ex Porto e in qualche modo vorrebbe rientrare dalla spesa. Sabatini non può trattare su basi diverse dal prestito con diritto di riscatto, magari spalmato in più anni. Gli inglesi neanche ci pensano. Altro che diritto. Obbligo. Sino al rush finale bisognerà studiare le condizioni più vantaggiose. Anzi, sostenibili.

E poi, via gli esuberi e ultimo assalto a Schick

Spalletti ha rigenerato diversi profili: recuperati Eder e Jovetic. Destinazioni possibili, Roma (sponda Lazio) e Spagna (Siviglia). Da piazzare anche Gabigol che però l’Inter non vuole cedere a titolo definitivo. Il futuro immediato  del brasiliano è in Portogallo. In corsa Benfica e Porto. Senza mezzi termini. Chi arriva prima, se lo prende anche se l’Inter preferisce spedirlo direzione Oporto, magari con uno scambio secco che porterebbe Felipe alla corte di Spalletti. In ogni caso, bisogna liberare un posto e, sopratutto, un ingaggio, per far spazio a Schick. Il ragazzo è stata venduto praticamente ogni giorno e a una squadra diversa. Lui vuole l’Inter, ma l’Inter non ha la possibilità di accontentare le richieste di Ferrero né di pareggiare quelle della Roma che può mettere sul piatto 38 milioni. E dunque? Ci si gioca l’ultima carta. 30 milioni da pagare in comodissime rate a partire dall’anno prossimo, più la contropartita tecnica, individuata in Santon. Eh, si. Ci si aspettava qualcosa di diverso.