Redazione

C’è chi preferisce gli specialisti e chi invece adora i jolly, quei calciatori in grado di eccellere in un ruolo ben preciso, ma che all’occorrenza sono in grado di tappare pericolose falle altrove. Luciano Spalletti appartiene alla seconda categoria, dell’inventare nuove posizioni in campo ai suoi giocatori ha fatto una vera e propria arte e se c’è da indicare un profilo per il mercato, quello più duttile è quello esatto. Non è certo un caso che il primo obiettivo dell’Inter per la difesa sia Dalbert, brasiliano del Nizza, che di base fa il terzino sinistro, ma che come tutti i laterali carioca è tranquillamente in grado di ricoprire qualsiasi ruolo sulla fascia di competenza. Tra i due club c’è ancora distanza, ma la sensazione è che si possa chiudere in tempi ragionevoli.

Per puntare su Dalbert, ma anche sul giovane Karamoh (punta, esterno, il francesino dove lo metti gioca), continua il Tour de France della dirigenza interista. Certo, la distanza tra la Costa Azzurra e Caen, nel cuore della Normandia, rende le cose un po’ più complicate, ma permette una metaforica sosta. Dove? A Parigi, la Ville Lumiere, che oltre a brillare per fascino ha anche in vetrina un altro dei profili che all’Inter (e a Spalletti) piacciono così tanto. Si tratta di Serge Aurier, terzino destro del PSG, valutato 25 milioni di euro dal club di Nasser Al-Khelaïfi e che con l’arrivo di Dani Alves vede il suo già esiguo spazio in campo ridursi ulteriormente.

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Serge Aurier, terzino del PSG, Sabatini lo ritiene il profilo ideale: jolly ed esterno

Prova ne sia la finale di Supercoppa di Francia contro il Monaco, dove l’ex juventino ha brillato mentre il ragazzo della Costa d’Avorio non è neanche stato convocato. Non è la prima rottura con il PSG per Aurier. La prima, la più mediatica, è avvenuta un paio di anni fa, quando il terzino aveva pesantemente insultato il suo allenatore dell’epoca, Laurent Blanc, durante una diretta sul social network Periscope. Multa, fuori rosa, promessa di cessione, poi, causa fallimento completo delle alternative sulla fascia destra, il reintegro e di nuovo la maglia da titolare. Che ora però non solo non è garantita, ma sembra addirittura una chimera. E allora, tanto vale emigrare.

In Italia magari. Prima l’ha cercato la Juventus, che però con l’acquisto di Douglas Costa ha dovuto chiudere le frontiere ad altri calciatori extracomunitari. E ora sulle sue tracce c’è l’Inter di Spalletti, che sui terzini conta parecchio per il suo classico 4-2-3-1. Da un lato quindi Dalbert, dall’altro Aurier, che della coppia sarebbe quello più difensivo. Anche perchè, e abbiamo capito che non è mai un male, il numero 19 del PSG può, volendo, essere schierato sia a sinistra che, in caso di emergenza, anche da difensore centrale. Non si tratterebbe di tre piccioni con una sola fava, ma poco ci manca.

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Dalbert, a un passo dall’Inter. Sabatini può chiudere a 2o milioni

Prezzo? Come già detto, 25 milioni. Che Ausilio e Sabatini, se possibile, vorrebbero evitare di spendere tutti assieme, soprattutto per un calciatore che è in rotta con la sua società e il cui prezzo è per forza di cose destinato a scendere. Quindi calma e gesso. Oppure si potrebbe tirare fuori il più classico dei gatti maculati tanto cari all’ex DS di Palermo e Roma. Il felino in questione risponde al nome di Joao Mario, che al PSG pare piacere molto. C’è da sentire il parere di Spalletti al riguardo (e date le ultime indicazioni tattiche potrebbe arrivare un secco no), ma l’idea di offrire il portoghese ai francesi per Aurier e un buon conguaglio stuzzica non poco la dirigenza interista.

Ma anche se il tecnico dovesse nicchiare, l’impressione è che l’assalto continuerà, magari per terminare a ridosso della fine del mercato per risparmiare qualcosina. Perchè ok l’obiettivo autofinanziamento proposto dal neo AD Antonello, ma intanto che Zhang è disposto a mettere il cash per i primi rinforzi, tanto vale approfittarne finchè c’è la possibilità.