Francesco Cavallini

Lavora ufficialmente per l’Inter (anzi, per il gruppo Suning) da esattamente due mesi, chissà da quanto tesse trame per conto di mister Zhang, ma Walter Sabatini verrà presentato alla stampa italiana solo tra qualche giorno. La conferenza che conta c’è già stata, a Nanchino, ma anche ai giornalisti di casa nostra toccherà il giro di domande all’ex direttore sportivo della Roma, ora coordinatore tecnico del delle squadre del Suning Sports Group. E non chiamatelo DS, perchè potrebbe arrabbiarsi. Chi di certo si arrabbierebbe è Piero Ausilio, che quel ruolo ad Appiano Gentile lo ricopre da oltre sette anni. A questo punto però, la domanda, come nella migliore delle tradizioni, sorge spontanea: ma cosa fa all’Inter Sabatini?

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Walter Sabatini, coordinatore tecnico delle squadre del Gruppo Suning

In pura teoria, coordina il settore tecnico, lo dice la stessa roboante carica. Si occupa di prendere decisioni riguardo la gestione delle squadre del gruppo che controlla il club nerazzurro. In una più o meno complessa struttura di scatole, manco a dirlo, cinesi, il patron dell’Inter è infatti anche a capo del Jiangsu Suning, che nonostante l’arrivo di Don Fabio Capello naviga nei bassifondi della Chinese Super League. Come se già non bastassero le gatte da pelare in Italia. Un lavoro da pendolare quello del “fumante”, come lo chiamavano nella Capitale. Nel calcio delocalizzato delle proprietà cinesi, il volo tra Nanchino e Milano vale quanto il bus tra la periferia ed un ufficio in centro.

Ma questa presenza non troppo costante, nonostante le possibilità delle comunicazioni moderne, implica la necessità di cedere, almeno parzialmente, il comando alla Pinetina. Comando ricevuto serenamente da Ausilio, che del mercato nerazzurro si occupa ormai da parecchio. Deleghe e molte telefonate. Non cambia quindi nulla? Alt, perchè il modus operandi dei due è abbastanza differente da far nascere qualche interrogativo. Sabatini è celebre per il suo calciomercato bulimico e pirotecnico, costantemente sotto la luce dei riflettori, fatto di acquisti in successione e formule di pagamento innovative. Trattative aggressive, depistaggi, quasi al limite della spy-story. Se c’è una telenovela estiva, le probabilità di trovarci invischiato il perugino è alta.

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Piero Ausilio e Javier Zanetti

Le ultime sessioni di mercato, invece, hanno consegnato alle cronache un Ausilio poco incline allo scontro con l’interlocutore e con una tendenza a chiudere per le cifre richieste, più che per quelle preventivate dalla società. Chiaro, con il budget gentilmente offerto dal gruppo Suning questo non è certo un problema, ma cozza con la visione delle compravendite (e del mondo) di chi, organigramma in mano, è il suo superiore (Ausilio è direttore sportivo e direttore dell’area tecnica della sola Inter). Che comunque nel mercato nerazzurro ha già messo pesantemente le mani, almeno nelle magie del 30 giugno, quando la sapiente gestione degli esuberi ha permesso di rientrare delle cifre necessarie a rispettare il fair play finanziario senza necessariamente cedere pezzi pregiati a cifre più basse del previsto.

L’arrivo di Sabatini sembrava dover precludere all’addio di Ausilio, soprattutto visto un contratto in scadenza a giugno 2017. Le dichiarazioni di inizio aprile (squadra presuntuosa, troppi errori, poca personalità) parevano l’ultimo sfogo di un uomo tradito, che già sentiva sul collo l’ingombrante presenza di uno dei guru del calcio italiano. Poi, neanche una settimana dopo, il rinnovo fino al 2020. Scelta strana quella di tenere un doppione, si mormorava, anche in considerazione della scarsa tendenza dell’ex romanista al lavoro di squadra. Ma le idee a Nanchino erano altre, come poi hanno dimostrato i fatti. Il ruolo di coordinatore, di deus ex machina, di tutto il gruppo sportivo è stata una sorpresa, ma spiega la necessità di mantenere una continuità di gestione a Milano, quando il cervello è più spesso in Cina che in Italia.

Sabatini e Spalletti ai tempi della Roma

Cioè che il grande attore non si aspettava, forse, è di rimanere incastrato in una parte non del tutto congeniale alle sue caratteristiche. La distanza e il carico di impegni diversi nella galassia sportiva della proprietà cinese rischia di mortificare l’anima del Sabatini DS, con una conseguente difficoltà nel gestire le trattative? Può essere. Ma chi l’Inter la guida tutti i giorni (e di certo ha un contatto diretto con il coordinatore), cioè Luciano Spalletti, non ha fatto mistero di come funzionino le cose a Corso Vittorio Emanuele. Borja Valero? Seguite le cicche… Frase che in sé forse significa poco, ma che di certo tranquillizza i tifosi nerazzurri. Le operazioni di mercato sono saldamente in mano a Walter Sabatini. Il patrimonio tecnico della nuova Inter dipenderà da lui e dalla sue scelte. La cassa è piena e le idee, come sempre, non mancano. Poi, a Roma lo sanno, si può anche sbagliare. Ma state certi che i botti, belli o brutti che si dimostrino, ci saranno comunque.