Redazione

El Mariscal alla fine tornerà in campo. Non poteva non farlo. Il richiamo del manto verde era forte, troppo forte. Una partita di beneficenza per le vittime del terremoto in Messico, anzi, del Chiapas. Perchè Salvador Cabañas è paraguaiano, ma le sette stagioni in Centro America, nel bene e nel male, non potrà mai dimenticarle. Prima l’arrivo ai Jaguares, la squadra di Tuxtla Gutiérrez, che a causa del sisma ha subito parecchi danni. Poi il passaggio all’América, il club della capitale, quelli che giocano all’Azteca. Di cui il Maresciallo diventa idolo indiscusso a suon di reti. Ma per le strade di Città del Messico, Cabañas non ha trovato solo gioie, ma nel 2010 anche il dolore più forte della sua carriera.

Un proiettile conficcato in testa

Un colpo di pistola alla testa in un bar cittadino, in circostanze mai completamente chiarite, ma sicuramente extracalcistiche. Rapina finita male? Regolamento di conti? Non si sa. Quello che si sa è che da quel giorno del 2010 nel cranio del Mariscal c’è un proiettile. Impossibile rimuoverlo, troppo pericoloso. Cabañas ci prova a riprendere con il calcio, ma non è più il bomber di una volta. Lento, scoordinato, troppo lontano dal calciatore capace di vincere il Pallone d’Oro sudamericano, premio che è andato, tra gli altri, anche a Pelè e Maradona. La sua carriera termina ufficialmente nel 2014 a 34 anni. Neanche poco, ma le ultime quattro stagioni non valgono di certo nel computo.

Non è più il pallone…il pane quotidiano di Cabanas

Dopo l’addio, il buio. El Mariscal sparisce dai radar. Strano, perchè Cabañas in Paraguay è comunque un idolo, 45 presenze e dieci reti con la Nazionale. Ma c’è una ragione. Il bomber ha perso tutti i suoi soldi, cortesia della ex moglie e del suo avvocato. E si è dovuto reinventare, nel posto più improbabile dove cercare un campione del football. Un forno, a una trentina di chilometri da Asunción, la capitale del Paraguay. Il Maresciallo è diventato panettiere e si alza alle 4 per lavorare. Come tanti tifosi che lo adoravano, ripete spesso lui.

Un’amichevole per il “suo” Messico

Ma il richiamo del campo, dicevamo, è troppo forte. E il colpo di pistola avrà anche danneggiato qualcosa nel cranio di Cabañas, ma non nel cuore grande dello sfortunato campione. Che non appena ha saputo del terremoto che ha colpito quella che per quasi un decennio è stata anche casa sua, non ci ha pensato due volte e ha accettato l’invito dei Jaguares per un’amichevole a scopo benefico. Nazionale messicana contro leggende del club del Chiapas, una squadra dove Salvador Cabañas ci sta a pennello. E quindi per la gioia dei suoi tifosi, tra Messico e Paraguay, e nonostante un proiettile in testa, El Mariscal alla fine tornerà in campo. Non poteva non farlo.