Luigi Pellicone

La maledizione del terzino sinistro colpisce ancora. L’Inter si ritrova con una voragine su quella porzione di campo. Al netto dell’errore che genera la rete di El Shaarawy, la squadra di Spalletti soffre l’assenza di uno specialista del ruolo. E per specialista si intende un calciatore in grado di fungere da raccordo nelle due fasi.

Santon e Dalbert che disastro

Santon ha sulla coscienza il gol del vantaggio giallorosso. Inutile girarci intorno: ha maggiore fisicità di tutti, ma commette degli svarioni imperdonabili. Il gol con il Sassuolo è arrivato dalla sua parte. Quello della Roma, idem. Non partecipa alla costruzione del gioco né si sovrappone con continuità e quando cerca il fondo si pesta i piedi con Perisic. Dalbert, entrato al suo posto, si è giovato di una Roma che ha arretrato il baricentro stile calcio anni ’70, ed ha il merito di aver disorientato Peres sul cross di Brozovic che ha portato al pari di Vecino. Per il resto, però, nessuna iniziativa degna di nota. Alla summa, l’equilibratore tattico della linea a quattro è…Nagatomo. Da quando non gioca il giapponese, l’Inter è più permeabile.

Si stava meglio quando si stava peggio

Rimpiangere Nagatomo è un atto di fede e coraggio insieme. Eppure, si stava meglio quando si stava peggio. Non è escluso a questo punto che Spalletti richiami dalla panchina il soldato giapponese, che non sarà un fenomeno ma non commette errori così marchiani. Fra l’altro, da quando Perisic non ha alle spalle il giapponese, il suo rendimento è calato vertiginosamente, complice una “spalla” non all’altezza né in Dalbert né in Santon. Entrambi lo costringono a rincorse sfiancanti e nessuno dei due riesce a trovare un’intesa per accompagnare l’azione del croato. Mai una sovrapposizione a portare via l’uomo, né una copertura preventiva. Nagatomo, che non eccelle in nulla, è paradossalmente più rassicurante. Nel senso che inserito in un contesto tattico che funziona, il giapponese fa il suo. Spalletti ci penserà, ma la sensazione è che presto Nagatomo tornerà in campo dal primo minuto. E stavolta anche i tifosi probabilmente saranno d’accordo.