Redazione

Alla fine arriva il Foggia: primi tre punti casalinghi stagionali per i rossoneri che trovano la prima vittoria allo Zaccheria dopo nove turni. Quanto basta per uscire dalla bassa classifica e ritrovare la serenità necessaria per centrare una salvezza.

Eppure manca qualcosa, anzi, qualcuno

Nella serata di festa, di un entusiasmo contagioso, ma un sorriso assente. Quello di Vincenzo Sarno. Il ragazzo, classe 1988, ha una storia da raccontare. Non è uno qualsiasi. É il “bambino prodigio” quello che nel 1999 spinge il Torino a sborsare 120 milioni pur di assicurasene le prestazioni. Vederlo, è uno spettacolo: ma ha sempre 11 anni. E una cosa è divertirsi per le strade di Secondigliano, fra gli amichetti di sempre. Un altra è vivere a Torino. Non esattamente una città a portata di bambino sradicato da casa. Risultato: tre mesi e ritorno a casa. La carriera ricomincia a 12 anni. Prova a Roma, niente. Anche Vincenzino diventa grande: e prova a ritrovarsi in un lungo giro d’Italia. A 25 anni non si è più una promessa. E comunque Vincenzo, ormai Sarno, non mantiene. O non riesce a esprimere tutto il proprio talento. O chi lo sa. L’unica certezza è che fa tanta Lega Pro. Giulianova, Potenza, Pro Patria, Reggina, Lanciano, Entella. Infine, Foggia: 109 presenze 36 gol e 22 assist. Quanto basta per trascinare i satanelli in B. E poi…

Sempre sul punto di…

Nel Foggia di De Zerbi trova la collocazione ideale: esterno di destra del 4-3-3, dove si esalta con il mancino a rientrare. In coppia con Iemmello, costituisce la coppia di attaccanti più prolifici e divertenti della Lega Pro. La sfortuna, però, si ricorda di lui: play off con il Pisa. 3 gol ma non bastano. Appuntamento con la B solo rimandato: Stroppa gli affida la maglia numero dieci e la libertà di seguire istinto e talento. E passa alla cassa. Serie B. Finalmente, il calcio che conta. Anche no. Sembra quasi una maledizione. Sul più bello, qualcosa va sempre storto. La società pugliese decide di metterlo sul mercato. Si ritiene possa fungere da discriminante in Lega Pro, ma la B è altra cosa. Sarno non la prende bene. Rifiuta ogni proposta, e ne arrivano a iosa, dalla Lega pro. Ha conquistato la B e vuole restare. In paradiso a dispetto dei santi? No, non c’è posto. É fuori lista. E neanche l’inizio piuttosto stentato ha fatto cambiare idea a Stroppa. In una squadra che vince due partite in nove turni, siamo proprio così sicuri che non serva?