Dario Marchetti

Napoli favorito per lo scudetto? Sono tutte cavolate”. Si può edulcorare così il Sarri pensiero all’indomani della conferenza stampa tenuta nel ritiro di Dimaro. In poco tempo le parole del mister toscano hanno fatto il giro d’Italia e la domanda che iniziano a porsi gli addetti ai lavori è: “Paura di vincere o realtà dei fatti?”. Ad oggi sembra solo un modo per scaricare di responsabilità una squadra su cui gravano già le pressioni di un imminente play-off di Champions League. Non tutti la pensano allo stesso modo e molti vedono nelle dichiarazioni del tecnico partenopeo l’unico vero limite a una stagione che può consegnare al Napoli il ruolo di protagonista.

Sarri e la scaramanzia, un rapporto molto stretto

Per capire il personaggio Sarri è però necessario fare un passo indietro. Nonostante le radici toscane, diventa napoletano d’adozione visto il passato dei suoi genitori come dipendenti dell’Italsider di Bagnoli. Assorbe la cultura campana e di conseguenza fa della scaramanzia una delle sue peculiarità. Basti pensare come ai tempi del Sansovino costrinse i suoi calciatori a vestire scarpini neri, oppure di quando a Empoli dopo una vittoria importante obbligò i giornalisti a mantenere per tutto il resto della stagione la postazione occupata nella precedente conferenza stampa, la quale sempre secondo Sarri avrebbe influito sul successo della propria squadra. L’approdo a Napoli non fa che esaltare ancor di più questo tratto distintivo del suo carattere. Al primo anno in azzurro il solo nominare la parola “scudetto” lo faceva letteralmente impazzire. Seguivano poi una sequela di parolacce e gesti apotropaici per scongiurare il misfatto. Tre anni dopo la situazione non è cambiata e ci si interroga se questo sia il modo giusto di comunicare con una piazza che sembra aver acquisito la giusta consapevolezza della propria forza in un anno in cui il Napoli potrebbe essere la prima vera antagonista della Juventus .

Ma gli altri ci credono

Dai calciatori al presidente non si fa altro che parlare di patto scudetto. Hamsik giura che anche Sarri è il primo a crederci, ma non lo fa davanti a tutti. Emerge così una visione dicotomica della prossima stagione. Da una parte la comunicazione low profile del tecnico, dall’altra quella più aggressiva del resto dei tesserati. A cominciare da Aurelio De Laurentiis che prima di partire per il ritiro ha mandato un messaggio piuttosto esplicito al suo allenatore. “La parola scudetto non sia più un tabù” ha dichiarato il numero uno partenopeo. Messaggio al momento recepito dal capitano slovacco (“E’ un Napoli da scudetto”) e da Insigne (“Siamo pronti”), ma non da Maurizio Sarri, nonostante gli elementi per sperare nella vittoria finale ci siano tutti. La compattezza dello spogliatoio è evidente e il fatto che i nazionali siano rientrati prima dalle ferie per andare tutti insieme a Dimaro ne è la prova. Il Napoli poi è l’unica squadra ad aver mantenuto intatto l’undici titolare e questo non può che agevolare il lavoro dello staff tecnico e l’inserimento dei nuovi arrivi. Infine, a completare un quadro azzurro già scintillante di partenza, è la cornice di pubblico che prima ha seguito la squadra in ritiro e poi l’accompagnerà al San Paolo per il preliminare di Champions League. I tifosi, mai come quest’anno, ci credono e possono essere la variabile impazzita della stagione partenopea. Insomma, dai bookmakers agli addetti ai lavori, passando sino ai supporters più scatenati sono tutti d’accordo. Il Napoli è l’anti Juve, se non la favorita principale allo scudetto. Però mi raccomando, non ditelo a Sarri.