Redazione

Tanti auguri Sarri. Anzi, in bocca al lupo, ché all’ombra del Vesuvio la scaramanzia è sacra. Il tecnico soffia sulle 100 panchine sul Napoli. Tre anni intensi: 213 punti. 65 vittorie, 18 pareggi e solo 16 sconfitte. Tre anni fa esordio (con sconfitta) con il Sassuolo. Tre settimane dopo, a Empoli 2-2. Quanto basta per sembrare finita. Invece Aurelio De Laurentiis restiste. Sarri cambia modulo: dal 4-3-1-2 al 4-3-3. E sulle ali, spicca il volo. Gol, divertimento, automatismi. Il Napoli più bello della storia. Unico difetto: non vince.

L’anno della consacrazione

La quarta stagione è, deve essere, imperativo categorico kantiano, quella giusta: la Juventus non è inavvicinabile, le milanesi si sono rafforzate ma qualcosa dovranno pur pagare al noviziato. Resta la Roma, ma è stata rifondata e ha perso il miglior allenatore, il miglior portiere e uno dei più forti attaccanti del campionato.  Poche scuse. Si può, si deve. Verona è il punto di partenza del sogno. Con chi giocarselo, il primo round? La tentazione turnover è forte: il 2-0 con il Nizza regala una ragionevole certezza, ma la Champions è troppo importante. Dunque? La sensazione è che basti anche un pizzico di testa sarà in costa Azzurra.

Turnover ragionato, nessuna rivoluzione

Il Napoli ha dominato e disperso energie contro il Nizza. Soprattutto a centrocampo dove qualche pedina, per forza di cose, cambierà. Tutto lascia credere che (almeno) uno fra Hamsik, Jorginho e Allan riposerà. Zielinski e Rog scaldano i motori. Possibile anche una turnazione sugli esterni: a destra Maggio potrebbe far rifiatare Hyasj. Dubbi, invece, per quanto riguarda la coppia centrale. Sarri potrebbe rischiare Chiriches al posto di Albiol, ma non è escluso che si opti per Maksimovic. La rosa, del resto è abbastanza profonda. Talmente ampia da potersi permettere Mario Rui in tribuna. Ecco, appunto. Uno dei “fedelissimi” di Sarri. Sicuramente il tecnico cercherà di recuperarlo nel fisico e nel morale, prima di restituirlo al campo. Tridente intoccabile, ma anche intercambiabile: partono i “piccoli” ma non è escluso, in corso d’opera, un cambio che garantisca minutaggio a Milik e riposo a Mertens.