Riccardo Gentile

Era il 3 marzo 2004, si chiamava ancora Coppa UEFA. In campo, per i sedicesimi di finale, il Psv Eindhoven di Hiddink e il Perugia di Cosmi. In campo c’era Eusebio Di Francesco, in quella che sarebbe stata la sua ultima partita da calciatore nelle coppe europee. Come finì quella sera? 3-1 per gli olandesi, con il vantaggio di Hofland e la doppietta di Kezman. A nulla valse il 3-1 segnato da Ze’ Maria, alla fine Perugia eliminato e Psv avanti.

Il Sassuolo ha tutto il tempo per riassestarsi

Eindhoven nel 2004, Genk nel 2016. Solo 65 km di distanza, più di 14 anni dopo per rivivere una partita fotocopia. Anche stavolta il gol del 3-1 di Politano non ha cambiato l’esito della serata. La differenza è che quel giorno il Perugia disse definitivamente addio ai suoi sogni di gloria in Europper il Sassuolo invece c’è tutto il tempo per riassestarsi e ripartire dalla prossima sfida, quella di Vienna con il Rapid. Il gruppo F è il più equilibrato di tutta l’Europa League: dopo due giornate quattro squadre a tre punti. Il Sassuolo visto in Belgio ha pagato, inevitabilmente, le 8 assenze e il logorio di alcuni calciatori che ultimamente non hanno mai avuto l’opportunità di riposare. È il destino di chi gioca le Coppe, di una squadra giovane, brillante, molto spesso spettacolare, ma allo stesso tempo inesperta. Di fronte non c’era un avversario irresistibile, chiariamolo subito, altrimenti non occuperebbe la decima posizione nel campionato belga. In Europa, però, certe serate possono regalarti brutte sorprese. Cosa dovremmo dire dell’Inter a Praga?

Di sicuro, più dei nerazzurri, il Sassuolo potrebbe patire l’impegno di domenica a San Siro contro il Milan. Se De Boer ha avuto la possibilità di attuare il consueto turn over in Europa, lo stesso non si può dire di Di Francesco che, al massimo, recupererà Antei. Resta da sottolineare la reazione dei neroverdi dopo essere andati sotto di due gol, nonostante tutto gli emiliani sono sempre rimasti in partita. Anche dopo il gol di Politano hanno cercato l’impresa, rischiando con un 4-2-4 un po’ fuori dai canoni. La mentalità è sempre la stessa, giocare a calcio senza paura. Giovani, ma coraggiosi. Aspettiamo di rivedere un Sassuolo al completo, solo in quel momento sarà giusto giudicarlo.