Adriano Stabile

Domani sera l’emozione toccherà al Sassuolo, al debutto assoluto nelle coppe, in Europa League contro il Lucerna. Gli emiliani sono la ventiquattresima squadra italiana a vivere l’esperienza internazionale in 62 stagioni di coppe europee (considerando Coppa Campioni/Champions League, Coppa delle Coppe, Coppa delle Fiere/Coppa Uefa/Europa League). Club blasonati ma anche matricole hanno rappresentato i nostri colori: Juventus (53 partecipazioni), Inter (51) e Milan (44) sono sul podio per presenze, ma anche Cesena, Empoli, Chievo, Livorno, Perugia, Palermo e Verona hanno calcato i terreni delle coppe europee. Oltre a queste abbiamo scelto cinque “matricole terribili”, che hanno fatto dannare avversari dai nomi altisonanti, vivendo esperienze indimenticabili.

Le matricole super nelle coppe europee

ATALANTA 1987-88 – SEMIFINALE. L’avventura dei bergamaschi nella Coppa delle Coppe di 28 anni fa è straordinaria. La squadra di Mondonico, che milita in Serie B, arriva a un passo dalla finale. Nel primo turno l’Atalanta supera i non irresistibili gallesi del Merthyr Tydfil (ko in trasferta per 2-1 con autoreti di Icardi e Progna e successo in casa 2-0 nel ritorno a Bergamo), poi ha la meglio sui greci dell’Ofi Creta (sconfitta 1-0 in trasferta e successo 2-0 in casa), quindi supera il temibile Sporting Lisbona (successo per 2-0 a Bergamo e pareggio 1-1 a Lisbona).

In semifinale, contro i belgi del Malines, la formazione nerazzurra riesce a limitare i danni nella gara di andata in trasferta, perdendo 2-1 (reti di Ohana, Strömberg per l’Atalanta e Den Boer). Al ritorno però, dopo il rigore di Garlini che varrebbe la qualificazione, la formazione belga, che schiera gente esperta come il portiere Preud’Homme, Clijsters ed Erwin Koeman, rimonta vincendo per 2-1. La favola atalantina finisce, ma resta la soddisfazione (mista a un pizzico di rimpianto) di essere stati fermati soltanto dalla futura vincitrice della coppa. I bomber della squadra di Mondonico sono Cantarutti e Garlini con 3 reti. 

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L’Atalanta 1987-88. In piedi da sinistra: Garlini, Progna, Strömberg, Gentile, Piotti. Accosciati: Rossi, Nicolini, Bonetti, Fortunato, Icardi, Barcella (foto De Pascale)

GENOA 1991-92 – SEMIFINALE. Il Genoa ha vinto 9 scudetti, ma l’ultimo alloro tricolore risale al 1924, in un’epoca quasi pioneristica. Così l’esordio europeo dei rossoblù, in Coppa Uefa, è ancora oggi una delle più bella pagine della ultracentenaria storia del Grifone. La squadra ligure, saggiamente guidata in panchina da Osvaldo Bagnoli e trascinata in campo dai gol di Aguilera e Skuhravy, arriva alle semifinali. Nel primo turno, contro il Real Oviedo, la qualificazione è raggiunta al Ferraris, vincendo 3-1 (doppietta di Skuhravy), dopo il ko per 1-0 dell’andata in Spagna. Nel secondo turno contro la Dinamo Bucarest si scatena invece Aguilera, che segna una doppietta all’andata (3-1 a Marassi) e un gol al ritorno (2-2 in Romania).

Negli ottavi di finale il Genoa affronta ancora una formazione romena, la Steaua Bucarest, liquidandola con un doppio 1-0 firmato nuovamente da Skuhravy e Aguilera. L’apoteosi c’è nei quarti di finale, contro il plurititolato Liverpool: al Ferraris i ragazzi di Bagnoli si impongono 2-0 con reti di Fiorin e Branco, il brasiliano che «tira bombe da lontano e gioca meglio di Pelé». Nel match di ritorno il Grifone si impone nel mitico Anfield Road, grazie a una doppietta di Aguilera che rende inutile il gol inglese di Rush. Il 18 marzo 1992, data di quella partita, entra così prepotentemente nella storia del Genoa, che vive un sogno irripetibile.

Il cammino si interrompe beffardamente in semifinale contro l’Ajax di Luis Van Gaal, che poi vincerà quella Coppa Uefa battendo il Torino di Mondonico. In casa i rossoblù hanno la forza di rimontare l’iniziale 0-2 grazie a una doppietta del solito Aguilera, ma l’olandese Winter fissa il punteggio sul 2-3. Nel ritorno di Amsterdam Iorio illude i suoi, che vanno al riposo in vantaggio 1-0, prima del pareggio di Bergkamp in apertura di ripresa. L’avventura genoana finisce qui, ma nella mente i ricordi bellissimi restano indelebili.

CAGLIARI 1993-94 – SEMIFINALE. Dopo tre esperienze europee risalenti ai tempi di Gigi Riva, il Cagliari torna a respirare l’atmosfera internazionale dopo 20 anni arrivando sino alle semifinali della Coppa Uefa. Nel primo turno i ragazzi di Bruno Giorgi superano la Dinamo Bucarest (ko per 3-2 in Romania e vittoria per 2-0 in Sardegna) mentre nel secondo turno hanno la meglio sui turchi del Trabzonspor, grazie al gol esterno che vale doppio, di Dely Valdes al 90’, nel match di andata a Trebisonda (1-1). Nel ritorno, a Cagliari, ai rossoblù è sufficiente mantenere lo 0-0 per qualificarsi.

Negli ottavi di finale la squadra sarda dilaga, superando il Malines 3-1 in Belgio e 2-0 al Sant’Elia. Nella gara di ritorno il raddoppio è firmato da Allegri, attuale allenatore della Juve. E proprio contro i bianconeri, in un derby tutto italiano nei quarti di finale, il Cagliari vive l’emozione più grande di quella cavalcata europea. In terra sarda, all’andata, la formazione di Giorgi vince 1-0 grazie a un gol di Dely Valdes al 60’ contro una Juve, guidata da Trapattoni, che schiera gente come Peruzzi, Kohler, Conte, Ravanelli e Roberto Baggio. Nel ritorno, a Torino, i rossoblù cagliaritani si impongono in rimonta, con le reti di Firicano e Oliveira, dopo il gol iniziale di Dino Baggio.

La festa finisce in semifinale, in occasione di un altro derby tricolore: contro l’Inter, all’andata, il Cagliari, sotto per 2-1 fino a pochi minuti dalla fine, vince 3-2 grazie al gol di Criniti all’82’ e a un’autorete di Antonio Paganin all’87’. Nell’incontro di ritorno non c’è però storia: l’Inter dilaga 3-0, si qualifica per la finale, avviandosi così a conquistare la Coppa Uefa, contro il Salisburgo a Vienna.

VICENZA 1997-98 – SEMIFINALE. Alla seconda presenza europea, dopo quella fugace all’epoca di Paolo Rossi, il Vicenza arriva alle porte della finale di Coppa delle Coppe, guidato in panchina da Francesco Guidolin. Nel primo turno, contro i polacchi del Legia Varsavia, i veneti restano imbattuti vincendo 2-0 in casa e pareggiando 1-1 il ritorno, in trasferta.

Negli ottavi di finale, contro gli ucraini dello Shakhtar, il “toro di Sora” Luiso è il trascinatore del Vicenza con una doppietta all’andata (successo per 3-1 a Donetsk), e un gol, il primo, nel ritorno (2-1 al Menti). Contro il Roda, nei quarti, i ragazzi di Guidolin si scatenano imponendosi 4-1 in Olanda (doppietta di Luiso) e 5-0 a Vicenza. L’avventura europea, conquistata grazie al successo in Coppa Italia nella stagione precedente, si ferma in semifinale. Il Chelsea di Zola, Di Matteo e Vialli (player-manager dei Blues) è uno scoglio insormontabile. In casa, all’andata, i biancorossi riescono comunque a vincere con una zampata di Zauli ma nel ritorno di Londra il gol illusorio di Luiso è rimontato dalle marcature di Poyet, Zola e Mark Hughes. I Blues vinceranno la Coppa delle Coppe battendo lo Stoccarda, al Vicenza resta un fantastico ricordo, vivissimo ancora oggi.

UDINESE 2008-09 – QUARTI DI FINALE. Nonostante le 11 partecipazioni alle coppe europee, l’Udinese non ha un grande feeling con i tornei internazionali. Fa eccezione l’avventura di 7 anni fa quando la squadra di Pasquale Marino fa fuori avversari illustri in Coppa Uefa. Nel primo turno, a settembre, i friulani rischiano il pastrocchio contro il Borussia Dortmund: dopo aver vinto 2-0 in Germania infatti i bianconeri si fanno superare con lo stesso punteggio a Udine (doppietta di Tamás Hajnal), prima di imporsi ai rigori, nonostante l’errore di Domizzi. Nella fase a gironi, poi, i ragazzi di Marino si guadagnano il passaggio ai sedicesimi di finale grazie ai successi su Tottenham (2-0 in casa con reti di Di Natale e Pepe), Spartak Mosca (2-1 in Russia con doppietta di Quagliarella) e Dinamo Zagabria (2-1 al Friuli grazie ai gol di Quagliarella e Obodo). Indolore, a questo punto, è il ko in Olanda sul campo del Nec (2-0) nell’ultima giornata.

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Quagliarella contro il Werder Brema, il 16 aprile 2009

Nei sedicesimi di finale ancora tanti brividi prima di raggiungere la qualificazione: nell’andata contro il Lech Poznan, in Polonia, il vantaggio di due gol viene gettato alle ortiche negli ultimi 9 minuti di gara (finisce 2-2) mentre nel ritorno, al Friuli, sono i polacchi a passare in vantaggio al 13’ con Rengifo prima della rimonta bianconera firmata da Pepe al 57’ e Di Natale al 91’. Negli ottavi di finale l’Udinese mette al sicuro la qualificazione all’andata, in casa, battendo 2-0 lo Zenit San Pietroburgo. Una settimana dopo, in Russia, i padroni di casa non vanno oltre l’1-0 siglato da Tymoschuk. Il cammino bianconero si ferma ai quarti di finale, con qualche rimpianto, contro il Werder Brema. Nella gara di andata, in Germania, Quagliarella, con una zampata nel finale, tiene in vita l’Udinese, battuto 3-1. Nel ritorno proprio una doppietta dell’attaccante napoletano porta i friulani al riposo sul 3-1, in perfetto equilibrio col risultato dell’andata. Nel secondo tempo però il Werder pareggia 3-3 guadagnandosi l’accesso alle semifinali. I tedeschi arriveranno fino all’ultimo atto di quella Coppa Uefa, battuti 2-1 ai supplementari dallo Shakhtar Donetsk nella finale di Istanbul.