Francesco Cavallini

Quattro anni fatti di gioie e di dolori, di sconfitte, ma anche due splendide vittorie. Potrebbe essere la storia del Sassuolo in A, dato che i neroverdi sono arrivati nel palcoscenico che conta proprio nell’agosto 2013. Ma volente o nolente, queste quattro stagioni hanno un simbolo. Non è Di Francesco, principale artefice del miracolo e condottiero degli emiliani tra B e A. Non è neanche Mimmo Berardi, stella indiscussa (anche se di recente un po’ troppo appannata) della squadra di patron Squinzi. Il Sassuolo combatte. Vince, perde, magari anche rovinosamente. Ma si rialza sempre. Esattamente come Francesco Acerbi, che ha appena annunciato che a fine stagione lascerà l’Emilia.

Fino all’estate 2013 Ace è il classico globetrotter della difesa. Esordio a Pavia, poi Reggio Calabria, Verona (sponda Chievo), una fugace apparizione al Milan e ritorno in veneto. Magie del mercato e delle comproprietà, il suo cartellino appartiene però al Genoa, che lo cede al Sasòl, appena approdato nella massima serie. Una scelta dettata dalla volontà del difensore di rilanciarsi dopo un paio di stagioni non propriamente eccellenti. È testardo Acerbi, e per fortuna, dato che il destino ha intenzione di rendergli la vita (sportiva e non) particolarmente difficile.

Le visite mediche che precedono l’inizio della nuova stagione vengono definite di routine proprio perché di solito rappresentano una semplice formalità. Non in questo caso, perché lo staff sanitario del Sassuolo recapita a Francesco una mazzata tra capo e collo. Gli viene diagnosticato un tumore ad un testicolo. Ma l’intervento in extremis del chirurgo è netto, preciso e fondamentale, proprio come una chiusura in recupero su un avversario lanciato a rete. Asportazione del testicolo malato. Il ragazzo sta bene e può riprendere l’attività sportiva in tempi record, al punto che l’esordio con la maglia neroverde numero 13 (scelta in onore di Alessandro Nesta) avviene il 15 settembre 2013 a Verona contro l’Hellas.

Francesco Acerbi con la maglia del Sassuolo

Arriva dicembre, e con il freddo giunge un’altra mazzata, forse ancora più inattesa. La provetta e le analisi antidoping segnalano la positività di Acerbi alla gonadotropina corionica, un ormone fondamentale per il funzionamento dei testicoli. Il CONI sospende per precauzione il calciatore, che, data la sua storia clinica, non può esimersi dall’effettuare subito l’ennesimo controllo. Il risultato è scoraggiante, il tumore è recidivo. È tornato. Arriva la triste litania di termini che purtroppo molti conoscono fin troppo bene. Metastasi, chemioterapia, radioterapia. Ma arrendersi non è un’opzione. Sei mesi dopo, riecco Ace sul campo, pronto ad allenarsi di nuovo per la stagione 2014-15.

Un’annata del genere stroncherebbe chiunque, ma non chi fa della determinazione la propria arma vincente. E quindi in tre campionati arrivano altre 98 presenze con il Sassuolo, 6 delle quali addirittura in Europa League, che gli emiliani raggiungono anche grazie alla splendida stagione 2015-16 di Ace, trentasei volte in distinta e addirittura quattro a referto come marcatore. C’è anche la Nazionale, perchè prima Prandelli e poi Conte lo mandano in campo con la maglia azzurra. Acerbi è tornato una certezza del calcio italiano. Ma è ora di cambiare, il globetrotter cerca una nuova avventura. Il saluto al Mapei Stadium, ormai casa sua, è in occasione del roboante 6-2 inflitto al Cagliari dagli uomini di Di Francesco. Poi il Torino, la partita numero 99 dalla fine dell’incubo, e dopo ancora chissà.

Francesco Acerbi non ha ancora deciso cosa gli riserverà il futuro, sa solo che sarà lontano da Sassuolo. Di certo compagni e tifosi non dimenticheranno facilmente la figura positiva del ragazzo di Vizzolo. Vorranno sicuramente salutarlo per l’ultima volta senza lo stress del risultato, in una serata speciale. Magari un match celebrativo all’inglese, con il ricavato da devolvere alle tante associazioni per la prevenzione del tumore ai testicoli di cui il calciatore è convinto sostenitore e testimonial. Sarebbe il modo perfetto per raggiungere quota 100 da quella fatidica partita contro il Cagliari. Cifra tonda, per un finale splendido ed emozionante. Se c’è qualcuno che se lo merita, quello è di certo Ace.