Redazione

Gennaio, andiamo è tempo di scambiare. Migrare da un campo ad un altro, ma l’erba del vicino non è sempre così verde. Anzi a volte capita che dall’affare ne guadagni solo una controparte. La storia del mercato insegna che raramente, a conti fatti, si sorride in due. L’ultimo scambio eclatante è fra Mkhitaryan e Sanchez. Protagonisti, United e Arsneal: sulla carta premia entrambi. I due si sono incontrati a Liverpool, all’ufficio immigrazione, per ottenere il nuovo permesso di lavoro. Le loro strade si incroceranno presto, in uno scontro con ogni probabilità decisivo per le sorti del piazzamento Champions dei Gunners. Wenger si è liberato di Sanchez e ancora non è chiaro il motivo. Mourinho invece rinuncia a cuor leggero all’armeno. Serviva più un esterno allo United che un trequartista all’Arsenal. Vedremo.

Pirlo- Guglielminpietro

Uno dei tanti errori storici di mercato dell’Inter di Moratti 1.0, quella impaziente di vincere e che, pur di farlo, cambiava calciatori come fossero figurine. Lo scambio si consuma nell’estate del 2001, quando Cuper proprio fatica a trovare posto a quel centrocampista tanto talentuoso quanto inadatto al 4-4-2. Molto meglio l’esterno argentino, più familiare con il modulo. Come va a finire? L’Inter perde uno dei migliori calciatori dell’ultimo ventennio. E Guly finisce presto nell’anonimato.

Carini- Cannavaro

L’Inter ha imparato la lezione? Anche no. Sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico. Cuper perde lo scudetto e la dirigenza rilancia con l’acquisto di Coco (scambio con Seedorf…) e Cannavaro. Il centrale difensivo gioca una stagione piuttosto tormentata da un infortunio alla tibia che sembra quasi incurabile. L’Inter non ci crede più. La Juventus invece sì. E nell’estate del 2004 convince Moratti a cedere il centrale per Carini. Chi è Carini? Il secondo (anche il terzo) di Buffon. Una scelta di mercato (?) incomprensibile ancora oggi, dato che con i bianconeri il difensore campano torna ai suoi livelli e nel 2006 alza da capitano la Coppa del Mondo e il Pallone d’Oro.

Ibrahimovic – Eto’o

Il terzo caso rigurda ancora l’Inter, ma stavolta la dirigenza ci azzecca. Ibrahimovic, protagonista in Italia ma non in Europa, regala due scudetti a Mancini e uno a Mourinho, ma non è decisivo in Champions. Il centravanti svedese sogna il Barcellona di Guardiola, ma l’Inter chiede Eto’o. Estate 2009, alba di una stagione indimenticabile quanto irripetibile: il camerunense sbarca a Milano ed è la chiave del successo nerazzurro, con l’Inter che centra uno storico triplete eliminando, in Europa, proprio il Barcellona di Messi e Ibrahimovic. Per una volta, ad Appiano Gentile non si è sbagliato lo scambio.

Torres – Cerci

Esiste anche un caso in cui ci hanno perso entrambi. É il caso di Milan e Atletico Madrid, che a gennaio del 2015 si scambiano Fernando Torres ed Alessio Cerci. Sia l’uno che l’altro erano stati acquistati dalle rispettive squadre pochi mesi prima. Lo spagnolo, dal Chelsea. L’azzurro, dal Torino. Entrambi giocano poco e male a Milano e Madrid lo scambio sembra, almeno sulla carta, risolvere parecchi problemi. Invece i due continueranno a trovare difficoltà. Cerci si disperde nel suo ritorno in serie A, mentre Torres si toglie poche soddisfazioni. Segna il rigore che elimina il Leverkusen agli ottavi di Champions e una doppietta al Real in Copa del Rey, poi sparisce dai radar.