Redazione

Una vita da mediano: che natura non ti ha dato quello spunto della punta, né del 10 che peccato. Il destino, invece, regala una chance. Eros Schiavon l’ha colta al volo, è salito giusto in tempo sull’ultimo treno. Promozione in A con la Spal. A 34 anni, il tram della felicità, ferma a San Siro. Lo stadio di Oriali, che ha ispirato Ligabue e la vita da mediano, regala l’occasione della vita a un ragazzo che non ha mai smesso di crederci.

L’esordio…e ora la scala

Dopo 467 partite di attesa, Eros Schiavon, classe 1983, ce l’ha fatta. Ha esordito a 34 anni in serie A. Una manciata di minuti in campo, poco più di una ventina, quanto basta per provare anche la gioia della prima presenza condita da una vittoria. Niente, però, è paragonabile all’idea di giocare, almeno per una volta, anche per solo sessanta secondi, al “Meazza”. Un sogno che sembrava irraggiungibile dopo una vita spesa fra le serie inferiori. Portogruaro, Cittadella, Avellino, Belluno, Jesolo. E adesso, l’Inter. Mamma mia. Esserci è già un trionfo. Giocarci, beh, non è che si possa avere tutto. Schiavon non è un titolare della Spal di Semplici, che punta su di lui come ricambio. Non importa, va bene lo stesso. Ha rinnovato il contratto. Un anno di Serie A, per vedere l’effetto che fa, il mondo visto dai piani alti. Anche a costo di rifiutare tantissime offerte.

Il sogno vale un “No” a mezza serie B.

Schiavon di un sogno. Eros ha assaporato la serie A e non vuole più lasciarla. Anche se può gustarla a piccole dosi. Ha deciso di rimanere a Ferrara, sebbene le offerte siano piovute da ogni dove. Capri, Perugia, Salernitana e anche tante altre. Del resto, Schiavon è uno che in cadetteria sposta gli equilibri. E però, stavolta no. Niente. Tutte rispedite al mittente: il ragazzo ha rifiutato ed è andato avanti: vuole giocare, o almeno provarci, in serie A, e comunque restare a Ferrara dove ha messo su famiglia e trovato l’ambiente ideale per esprimersi: due promozioni negli anni più belli di una carriera avara di soddisfazioni. Ne resta solo una: che, magari Semplici lo fissi negli occhi e gli dica “Scaldati”. Di un mediano, del resto, c’è sempre bisogno.