Francesco Cavallini

L’arrivo di Patrick Schick alla Juventus? Una questione di cuore. Un acquisto virtualmente concluso più di un mese fa, con tanto di visite mediche in pieno Europeo Under-21. Visite che, ormai è risaputo, hanno riscontrato nel calciatore una leggera problematica cardiaca. Appunto, leggera, ma abbastanza significativa da non far ancora arrivare le tanto sospirate firme. E, come nei più grandi classici, è scattata la telenovela. Accuse rimpallate tra Samp e Juventus, interventi più o meno sensati da parte di addetti ai lavori e compagni di squadra, ma quel che conta è che Schick non è un calciatore della Juventus. Almeno, non ancora. E potrebbe non diventarlo, perchè le visite hanno ingarbugliato l’aspetto economico della faccenda, con i bianconeri alla ricerca di un metodo di pagamento diverso che hanno incontrato le resistenze di Ferrero. Una decisione definitiva è attesa a breve, ma c’è la sensazione che il finale possa essere diverso da quello che tutti davano per scontato fino a una decina di giorni fa.

Schick juventus roma

L’attaccante ceco Schick, 21 anni

Schick alla Roma: come

E la Roma che c’entra? La Roma aspetta, conscia che il pallino è attualmente in mano a Marotta e Paratici, ma con la possibilità, qualora l’accordo venisse stracciato da una delle due parti, di un rapido inserimento sul ceco. Del resto il tanto agognato vice-Dzeko non è ancora arrivato e a questo punto, vista la trattativa-fiume, per gli amici del Sassuolo attendere qualche giorno per l’ennesimo rilancio su Defrel non dovrebbe essere un dramma. Monchi aspetta soltanto di capire come finirà questa storia, ben sapendo che Schick è effettivamente già stato un obiettivo suo e dei giallorossi, prima dell’accordo con la Juventus. Se l’affare salta, il DS giallorosso è già pronto a recapitare la sua offerta per un calciatore in grado, come ampiamente dimostrato nella seconda metà della scorsa stagione, di cambiare gli equilibri di una squadra.

Schick alla Roma: perchè sì

Il numero 14 della Sampdoria è una delle nuove stelle del calcio europeo. Arrivato lo scorso anno in Italia, ha avuto bisogno di un periodo di ambientamento, ma quando è stato pronto si è rivelato devastante. Reti (e la Roma ne sa qualcosa), assist e una serie di prestazioni superlative. Il talento c’è, è lampante ed innegabile. Chiunque farebbe carte false per averlo, figurarsi Di Francesco, che solo pensando alla capacità del ceco di attaccare la profondità con una velocità pazzesca si frega ampiamente le mani. E in effetti Schick, con il suo mix letale di rapidità, tecnica e un fisico forse non statuario ma comunque importante, rappresenta la prima punta ideale del gioco del tecnico abruzzese, molto più di Dzeko.

Tra le altre cose, il ceco è mancino ed è in grado di giocare anche esterno d’attacco in un 4-3-3. Certo, Di Francesco non è un gran fan dei calciatori adattati, ma in questo caso, vista la caratura del giocatore, probabilmente potrebbe fare una necessaria eccezione. E poi, volendo dirla davvero tutta, nonostante l’affare rischi di saltare anche per scelta della stessa Juventus, un inserimento riuscito da parte della Roma scatenerebbe l’entusiasmo della piazza, sedata dalla trattativa positiva per il rinnovo di Nainggolan, ma ancora sul chi vive per il possibile passaggio di Manolas proprio ai bianconeri. Prendere Schick, che la Roma si è vista soffiare poco più di un mese fa, sarebbe uno sgarbo alla Vecchia Signora di quelli da segnare sul calendario.

Schick alla Roma: perchè no

Ma non è tutto oro quel che luccica. Un possibile acquisto del ceco ha anche qualche controindicazione. A partire dal prezzo. L’accordo tra Juventus e Sampdoria prevede il versamento di trenta milioni in due tranche, cinque in più della clausola da 25 che Schick e Sampdoria hanno inserito nel contratto quando è stato redatto. Il leggero aumento di prezzo è la condizione per la dilatazione del pagamento, dato che solitamente le clausole prevedono una risoluzione immediata e completa. Ma alla Roma (o all’Inter, o al Tottenham, Monchi non è certo l’unico a seguire con interesse l’evolversi della situazione) il calciatore non costerebbe 25 milioni, ma almeno 40. La clausola non è più valida, la scadenza era al 30 giugno. Chi vuole Schick deve convincere Ferrero a cedere, impresa che potrebbe rivelarsi non semplicissima e che di certo non sarebbe al risparmio.

Patrik Schick, 11 gol alla prima stagione in Serie A

Poi ci sarebbe il problema della collocazione del calciatore. Una valutazione così importante presuppone un utilizzo costante del ceco, che a questo punto andrebbe a giocarsi il posto con il capocannoniere dello scorso campionato. Una sana competizione, che poi è quello che attenderebbe Schick anche a Torino, dato che pare perlomeno complicato smuovere Higuain dal centro dell’attacco bianconero. Ma Dzeko, ed in questi due anni a Roma qualcosa l’hanno imparata, per dare il massimo ha bisogno di sentire attorno a sè la fiducia dell’ambiente. Un vice così ingombrante rischia di creare di nuovo quell’involuzione che nella prima parte dello Spalletti II lo ha portato spesso e volentieri a sedersi in panchina per fare spazio a El Shaarawy.

Resterebbe l’ipotesi cessione per il bosniaco, che apre però il terzo e ultimo dubbio. Le effettive condizioni di salute di Schick. Perchè, parliamoci chiaro, in caso di rifiuto da parte della Juventus di acquistare il ceco, chi ci punta fa una scommessa. Guardare al passato (Kanu, a cui nel 1996 è stata diagnosticata una patologia cardiaca congenita, ha giocato tranquillamente fino al 2012) fa ben sperare, ma è ovvio che ogni caso rappresenti una storia a sé. Sarebbe quindi un azzardo fare all-in sull’attaccante della Samp con la consapevolezza che qualcosa può comunque andare storto. Soprattutto per una squadra che, epidemia di legamenti crociati a parte, conosce già bene la sfortuna, che l’ha costretta a privarsi per parecchio di un calciatore affidabile come Castan a causa di una rara malattia.

Pro e contro, speranza e scetticismo. Nulla, o quasi, di tutto questo dipende comunque da Monchi. La parola fine alla telenovela Schick, l’ultimo decisivo episodio, dovrebbe arrivare a stretto giro di posta. Se dovesse andare in onda in bianconero, avrebbe un happy ending scontato. Se invece l’accordo dovesse saltare in maniera definitiva, si rimarrebbe con il dubbio. E per la telenovela diventerebbe inevitabile e necessaria una seconda serie. Magari stavolta a tinte giallorosse…