Luigi Pellicone

Inter vicinissima all’attaccante della Sampdoria che si è promesso ai nerazzurri anche per una questione sentimentale. L’antefatto risale al luglio scorso, quando Schick, fermato dopo le visite mediche che gli diagnosticano un problema cardiaco, è “scaricato” dalla Juventus. Un momento difficile per il calciatore che riceve una telefonata. Già, proprio l’Inter. La società nerazzurra tranquillizza il ragazzo e gli garantisce che, una volta superati i test d’idoneità sportiva, sarà messo a disposizione di Luciano Spalletti.  Un retroscena che spiega i motivi per cui il ragazzo vuole restare in Italia. Si sente moralmente riconoscente ad una società che ha mostrato sensibilità, scommettendo a “scatola chiusa” sul suo recupero. Fra l’altro l’Inter non è nuova ad “abbracciare” questi casi. I precedenti? Kanu, Fadiga e Buabiany

Inter e Schick, i sentimenti non bastano. Ferrero chiede soldi

E anche parecchi: più dei 30,5 milioni offerti dalla società nerazzurra. Il presidente blucerchiato cerca, come è nei suoi interessi, l’asta. Una scelta dettata dal forte interesse del Borussia Dortmund. La sensazione è che l’affare si possa chiudere con l’inserimento di una contropartita tecnica: Giampaolo gradirebbe, ricambiato, il ritorno a Genova di Eder. L’attaccante ha ritrovato smalto e fiducia con Spalletti, che però non può garantirgli un posto da titolare. L’ex doriano sta considerando la soluzione e non gli dispiace: alla Samp giocherebbe con continuità e ritroverebbe una squadra e una tifoseria pronti a riabbacciarlo.

 

E Schick? Beh, lui vuole l’Inter. E i tifosi, anche.

Sognano a occhi aperti un tridente con Perisic e Icardi. Roba da stancarsi di esultare. L’arrivo  dell’attaccante permette a Spalletti di cambiare anche il modulo: un 4-2-3-1 che potrebbe trasformarsi in un 4-3-3 o un 4-3-2-1 con Perisic e Shick a sostegno del puntero argentino. L’attaccante ceco è interscambiabile: può giocare partendo dalla destra e chiudendo in porta con il mancino oppure lavorare come esterno o trequartista. Le sue qualità, del resto, gli permettono di essere letale dalla metà campo in su. Ovunque si trovi. Anche perché c’è una ragionevole certezza: Spalletti, un posto, glielo trova di sicuro.