Luigi Pellicone

Cinque segreti di Schick. Fra il serio e il faceto. Anatomia di un potenziale fuoriclasse

 

In nomen omen.  Patrik Schick, il nuovo attaccante della Roma, avrebbe potuto seguire le orme della sorella, affascinante modella.

Kristina Schick

fortunatamente, per i tifosi della Roma e gli amanti del calcio, ha deciso di giocare a pallone.

 

Una crescita esponenziale e una efficacia mostruosa

Una crescita esponenziale quanto anomala: Schick ha giocato appena 1500 minuti. Sufficienti per sfornare 11 gol e 5 assist e risultare decisivo, conti alla mano, nella metà delle partite disputate. Utilizzato più come grimaldello che come cannoniere, il suo unico scopo è sparigliare la partita. Dribbling e agilità impensabili in un giocatore della sua conformazione fisica. La sua stagione è stata un continuo crescendo e ha toccato l’apice nel gol realizzato al Crotone. Forse uno dei più belli del campionato

Se parte dalla panchina è devastante

Schick è anomalo anche per le statistiche. 11 gol realizzati, ben sette partendo dalla panchina, un record che lo innalza in cima ai “sub” più decisivi in Europa. Lecito chiedersi perchè, con questa facilità quasi irrisoria di trovare la rete, non abbia giocato più partite da titolare. Il ragazzo deva ancora mettere su un po’ di fisico per giocare tutti i 90′. E in una squadra che gioca un calcio dispendioso come quella di Eusebio di Francesco ciò può essere una discriminante.

Provate a levargli il pallone

Schick, con quelle leve così lunghe, sembra sempre sul punto di perdere palla. Perchè troppo alto, troppo corpulento per possedere agilità. In realtà la differenza è nel primo tocco di palla con cui elude, quasi regolarmente il marcatore diretto. L’enorme sensibilità tecnica gli permette quasi di sfiorare la sfera trovando delle giocate sempre efficaci, specialmente di sponda.

Perchè Giampaolo lo ha definitivo “sottopunta”?

Non è un’ala, piuttosto una sottopunta. Schick, nella Sampdoria è stato impiegato preferibilmente come punta nel 4-3-1-2 ma partiva comunque dall’esterno. La sua azione preferita è ricevere il pallone sul sinistro, accentrarsi e condurre il pallone verso l’interno per cercare la conclusione a giro sul secondo palo o la soluzione di forza. L’alternativa? Muoversi in orizzontale per l’imbucata a favore del centrocampista a rimorchio o della prima punta che attacca la linea difensiva in profondità.