Francesco Cavallini

Nonostante il risultato non proprio positivo, le polemiche seguite al caso De Rossi e un VAR che con la Roma pare funzionare meno del solito, Di Francesco torna da Marassi con una certezza: Patrik Schick è abile e arruolato. Il ceco è entrato negli ultimi minuti durante l’assalto giallorosso alla porta di Perin. Non esattamente un esame probante, ma abbastanza per far intravedere le enormi potenzialità del numero 14. Che ha rimesso piede in campo praticamente dopo sei mesi (esclusa una mezza sgambata contro il Verona), ma che sembra non aver mancato neanche un minuto.

Il ceco è tornato in campo con lo spirito giusto

Convinto e subito nel vivo del gioco, al punto da rischiare quasi la zampata vincente sul mischione conclusivo in area genoana. Ma ciò che più conta, almeno dal punto di vista di Di Francesco, è che l’attaccante è apparso completamente recuperato da un punto di vista mentale. Impresa non facile, dopo un’estate passata alla ricerca dell’idoneità sportiva e il primo quarto di campionato speso a rimettere a posto la muscolatura. Per vedere il vero Schick, però, serve una partita intera. In cui magari il ceco può giocare dal primo minuto e cominciare a inserirsi negli schemi che il tecnico ha disegnato anche in funzione del suo rientro.

Schick e Dzeko, una coppia d’oro?

Ecco perchè, nonostante un inizio di stagione particolarmente impegnato, contro la SPAL non sarà ancora l’ora di far riposare Edin Dzeko. Il bomber sarà regolarmente al suo posto, affiancato da uno tra Perotti ed El Shaarawy e, con tutta probabilità, proprio da Schick. Un duo, quello composto dal bosniaco e dall’ex Sampdoria, che stuzzica da parecchio la fantasia dei tifosi e degli addetti ai lavori. La partnership può aiutare entrambi, perchè il ceco andrebbe a sfruttare gli spazi creati dal numero nove, il quale a sua volta non può che giovarsi della presenza nel tridente di un calciatore tecnico e imprevedibile come il suo nuovo compagno di squadra.

Dzeko può giovarsi della partnership con il ceco

Il lavoro oscuro di Dzeko ha già aiutato molto la squadra, ma ha avuto qualche ripercussione sulla quantità di reti del bosniaco, che ha avuto una flessione numerica dopo un inizio di campionato sui livelli della scorsa stagione. La presenza in campo di un altro attaccante, con caratteristiche complementari alle proprie, sgraverebbe il bosniaco di parte della fatica di tenersi sulle spalle il peso del reparto. Perotti ed El Shaarawy contribuiscono molto, ma tendono a rimanere troppo sugli esterni per dare respiro e occasioni in più al bomber, che invece di solito è quello che regala opportunità agli altri. Avere accanto Schick, un talento importante, può aiutare anche Dzeko a sbloccarsi.

Ecco perchè, nonostante 1600 minuti giocati, il numero 9 guiderà l’attacco giallorosso contro la SPAL. Ma non lo farà da solo. Avrà una spal(la) in più. Un compagno di reparto…trés chic.