Redazione

di Matteo Muoio

Ad inizio estate proclami e piccole ammissioni di colpa, Lotito sembrava veramente pronto a dare una decisa sterzata al mondo Lazio e alla sua gestione. L’ennesima rivoluzione annunciata, coi primi focolari che iniziavano ad accendersi nei colloqui con Sampaoli; poi l’accordo – non rispettato – con Prandelli, i primi approcci con Bielsa, la firma dell’argentino e il suo incredibile dietrofront, l’assurda querelle che azzera ogni residua possibilità di riavvicinamento tra il presidente e il tifo laziale. Nel frattempo, mercato fermo: tanti nomi, qualche abboccamento, niente di concreto.

Sotto la casella acquisti figura solamente il nome di Ivan Vargic, 29 anni, terzo portiere della nazionale croata all’Europeo francese, formalizzato a gennaio e lasciato in prestito per altri 6 mesi al club di provenienza, il Rijeka. In panchina torna Simone Inzaghjordan-lukaku-belgium_u56461qpr67j1q3wupwtb7p0ni dopo aver chiuso dignitosamente la passata stagione ed essere stato ad un passo dalla Salernitana; l’ex tecnico della primavera fa capire che a recitare la parte dello yes man non ci sta e chiede rinforzi. Eppure, fino a metà luglio nulla accade sul fronte arrivi. Nel frattempo Anderson fa le bizze per andare alle Olimpiadi, Candreva è già a Milano con la testa e Keita non si presenta in ritiro. La nuova stagione della Lazio parte nel peggiore dei modi. Poi l’accelerata improvvisa, con la prima ufficialità che arriva il 22 luglio: si tratta di Jordan Lukaku, fratello di Romelu, classe ’94 e nazionale belga. E’ un terzino sinistro, arriva per 5 milioni dall’Oostende con i gradi di vice Radu. Una scommessa, l’ennesima della gestione Lotito-Tare, la prima dell’estate.

I tifosi si aspettano giocatori rodati e pronti per il campionato italiano, difatti esultano quando pochi gciro-immobile-italy-ireland-euro-2016_otbdg3j97z0d15btg7shg9je8iorni dopo vengono a sapere che l’eredità di Klose verrà raccolta da Ciro Immobile, in cerca di riscatto dopo le ombre di Siviglia e la seconda esperienza con la maglia del Toro.

C’è un pacchetto arretrato da rifondare dopo una stagione segnata dai disastri della premiata ditta Gentiletti-Bisevac-Mauricio; i primi due non vengono nemmeno convocati per il ritiro, l’argentino si accasa al Genoa, il serbo ed il brasiliano cercano squadra. Vanno comprati un titolare da affiancare al rientrante De Vrij e un’alternativa affidabile, si sonda in Italia e all’estero; Acerbi costa troppo, Barba non convince e dal nulla sbuca Wallace dos Santos. Classe ’94, dopo qualche apparizione col Corinthians dei grandi viene portato in Europa da Jorge Mendes, che ne acquista il cartellino tramite uno dei suoi fondi d’investimento: viene parcheggiato simbolicamente al Braga e passa due stagioni in prestito al Monaco, totalizzando 56 presenze e 2 gol. In Brasile veniva considerato uno dei migliori prospetti del ruolo, in Francia, dopo una prima stagione d’ambientamento, ha fatto bene.

A completare il reparto arriverà a breve l’angolano Bastos, 25 anni, miglior difensore dell’ultimo campionato russo con la maglia del Rostov: grande reattività nonostante l’importante struttura – 188 centimetri – per averlo sono serviti 6,5 milioni, per lui erano arrivati anche i sondaggi di Porto e Tottenham. Se riuscirà ad ambientarsi rapidamente potrebbe rivelarsi un buon colpo. Il centrocampo è il reparto che offre maggiori garanzie – soprattutto in virtù del rinnovo di Biglia – e difatti non ha subito stravolgimenti: fuori Onazi, passato al Trabzonspor per 5,5 milioni, dentro Leitner, arrivato dal Dortmund per 1,5. Un interditore per un altro; tedesco, classe ’92, a inizio carriera prometteva benissimo, Klopp stravedeva per lui, poi si è un po’ perso. Arriva alla Lazio dopo due stagioni in prestito allo Stoccarda. Manca solo il sostitutwallace-cropped_ims3llnb03051jzbkvmxwl5njo di Candreva, poi il mercato sarà chiuso; Boudebouz, Praet o Cerci, i nomi in ballo sono questi. Quindi, 6 acquisti, provenienti da 6 diversi campionati, 6 nazionalità diverse; Immobile unico italiano. Eccetto Vargic – per cui si sta cercando una sistemazione in prestito – gli altri sono nati tutti dopo il 1990, tanto che l’età media dei biancocelesti si è abbassata a 24,9 anni, la più giovane della serie A.

Un mercato imprevedibile che rende difficile qualsiasi pronostico sul campionato laziale; alla fine della scorsa stagione ci si aspettava una diaspora dei big, alla fine è partito solo Candreva, con Biglia che ha accettato il rinnovo e Keita destinato a rimanere – con o senza rinnovo – nonostante i mal di pancia. In rosa tanti giovani in cerca di affermazione o definitiva consacrazione: da Milinkovic allo stesso Keita, da Felipe Anderson a Cataldi, Kishna, Hoedt e i nuovi acquisti. Di questi ultimi bisognerà valutare soprattutto la capacità di adattamento al nostro campionato, non dovessero avere problemi Lotito e Tare potrebbero vantarsi di un mercato fra i migliori del campionato. In caso contrario diventerebbe veramente difficile tenere a bada i malumori del tifo biancoceleste. Poi Inzaghi, il più giovane tecnico del torneo insieme ad Oddo del Pescara: in Primavera ha fatto ottime cose, nelle 7 partite dell’ultimo torneo il bilancio è positivo e tutti nell’ambiente ne parlano bene. Resta da capire come riuscirà a metabolizzare il ciclone Bielsa e le pressioni di una società alle corde e una tifoseria al limite della sopportazione. La Lazio 2016/2017 è la vera variabile aleatoria del nostro campionato: le possibilità di una stagione esaltante, come nel primo anno di Pioli, o di un campionato anonimo come quello scorso si equivalgono. Una scommessa sotto tutti i punti di vista; Lotito, Tare e tifoseria sperano sia azzeccata.