Redazione

Se la Serie A avesse un motto, sarebbe Primo, non prenderle. Molto in linea con il concetto di italianismo inteso come calcio prettamente difensivo e, soprattutto, con le statistiche del nostro campionato, che mostrano un dato poco sorprendente e comunque incontrovertibile: in Italia vince chi ha la miglior difesa. Certo, con le dovute eccezioni, ma il trend è quello. Al punto che uno dei Milan di Capello, quello del 1993/94, si è permesso di portare a casa lo Scudetto con il settimo attacco del campionato (36 reti fatte), subendone però solamente 15, avvicinando il record di 11 del Cagliari 1969/70. Che chiaramente è stato campione d’Italia.

Non sempre la miglior difesa vince lo Scudetto

Possibile ribaltare questa tendenza? Il nuovo millennio dice di sì. A partire dal campionato 1999/2000, ben quattro squadre hanno vinto lo Scudetto pur non subendo meno reti di tutti. Le due romane, il Milan di Ancelotti e la prima Inter di Mancini. I nerazzurri e la banda di Capello hanno però concluso il campionato con il miglior attacco, mentre la squadra di Eriksson ha trionfato pur avendo segnato meno della Milan terzo. Il segnale è comunque chiaro, per arrivare a dama è necessario eccellere (o almeno comportarsi molto bene) in una delle due fasi.

Arrivare secondi con miglior attacco e miglior difesa? Si può…

Esistono poi dei casi limite. Alla Roma, per esempio, non è bastato chiudere ermeticamente la porta per aver ragione del Milan nel campionato 2003/04. Ma, paradossalmente, i rossoneri non avevano neanche il miglior attacco di quella Serie A, dato che con 65 gol fatti la squadra di Ancelotti era terza nella speciale classifica. Che vede al secondo posto la Juventus e al primo…la Roma, che riesce nell’impresa di arrivare solo alla medaglia d’argento pur avendo miglior attacco, miglior difesa e, di conseguenza, anche miglior differenza reti.

Attacco o difesa? Cosa deciderà questa Serie A?

Cosa attendersi dunque dalla Serie A 2017/18? La tendenza a privilegiare la difesa ha pagato nell’ultimo decennio, in cui tutti, a partire dall’imbattibile Juventus di Conte, hanno portato a casa lo Scudetto chiudendo a dovere la saracinesca, a differenza di Roma e Napoli, che sono spesso arrivate seconde segnando di più, ma subendo anche molte più reti. A vedere la classifica, questo trend sta però cambiando. A guidare la classifica dei gol fatti è la Juventus, che si è appena scoperta più “europea” e punta a farne uno in più, piuttosto che a prenderne uno in meno degli altri. Concetto che però porta Buffon a raccogliere più palloni del solito dalla sua porta. La miglior difesa è, al momento, in mano allo strano triumvirato composto dalla capolista Napoli, dall’Inter e dalla Roma, tre squadre che invece negli ultimi anni hanno sempre subito parecchio.

Insomma, a un quarto di stagione nulla può essere ovviamente deciso, ma nulla è neanche minimamente preventivabile. Magari vincerà la squadra con più gol fatti. Oppure continuerà ad imporsi quella con meno reti subite. La certezza è che alla fine lo Scudetto andrà a chi ha fatto più punti. E come sono stati ottenuti, in fondo, conterà ben poco.