Redazione

Il difensore più costoso della storia del Barcellona. Impossibile il paragone con i vari Puyol e Pique, orgoglio del sistema giovanile più famoso del pianeta, ma l’etichetta resta. Non è Umtiti, acquistato dal Lione per 25 milioni di euro e ormai titolare inamovibile. E neanche Jordi Alba, uno dei segreti meno appariscenti del Barça e della Spagna pigliatutto. Solo 18 milioni versati per lui nelle casse del Valencia nell’ormai lontano 2012. Parliamo del terzino destro blaugrana, Nélson Semedo, l’illustre sconosciuto del nuovo Barcellona di Valverde. Sconosciuto poi fino a un certo punto, perchè due ottime stagioni nel Benfica non sono passate inosservate e hanno fatto guadagnare ai portoghesi la bellezza di 30 milioni. Che potranno aumentare in base alle presenze con il club catalano. 5 milioni ogni 50 apparizioni, non esattamente un bonus disprezzabile.

Terzino arrembante e ottimo uomo assist

Procuratore, neanche a dirlo, Jorge Mendes. Valore aggiunto dal punto di vista economico a un calciatore che anche tecnicamente non sfigura di certo. Volendo trovare un termine di paragone, il pensiero corre subito ovviamente a Dani Alves. Irriverente come confronto, ma le caratteristiche dei due sono più simili di quanto si possa immaginare. Spiccate qualità offensive, facilità nel saltare l’uomo e soprattutto una propensione all’assist che non guasta mai. E in difesa? Meglio non chiedere troppo, anche perchè si sa, il terzino nel Barcellona deve necessariamente interpretare il suo ruolo in una maniera un po’ diversa dal solito. Comunque niente di scandaloso, almeno nelle prime tre presenze in blaugrana.

Trafila nelle giovanili e poi due anni da titolare

Arriva dal Benfica ed è nato a Lisbona da genitori di Capo Verde. Alle Aquile è giunto nel 2012, ad appena diciannove anni, venendo subito spedito a Fatima, terza divisione portoghese, a farsi le ossa. Buona idea, perchè il fisico è gracile e lo scontro con il football delle categorie inferiori lo tempra, nel corpo e nella mente. Al ritorno a Lisbona inizia la classica trafila tra Benfica B e prima squadra, conquistandosi pian piano sempre più spazio ai danni del più quotato Andrè Almeida. Tra 2015 e 2017 arrivano due titoli portoghesi e qualche convocazione in nazionale. Nel mezzo un infortunio al ginocchio ben superato, che ne ha provato la resistenza morale. Il coraggio poi non gli manca. Appena arrivato al Barça ha subito incrociato i guantoni con Neymar durante un allenamento. Anche se il brasiliano era già quasi un separato in casa, comunque un segnale di personalità.

Semedo deve giustificare un cartellino costoso

Ora però arriva il difficile, perchè il pubblico del Barcellona è abituato a prestazioni mostruose. A terzini arrembanti, sfrontati, delle vere e proprie ali aggiunte al già enorme potenziale offensivo della squadra. Non per niente i successori di Dani Alves, Aleix Vidal e Sergi Roberto, non hanno infiammato i cuori dei tifosi culés. E poi c’è la questione del prezzo. A onor del vero in Catalogna non si guarda troppo il costo del cartellino per giudicare un calciatore, ma i trenta milioni spesi richiedono perlomeno di essere ammortizzati sul campo. Ecco la nuova sfida dell’illustre sconosciuto. Farsi un nome, essere riconosciuto per il suo valore. In modo da non dover più sentire la fastidiosa frase che accompagna la lettura delle formazioni del Barça. Semedo chi?