Redazione

Una volta si diceva giocatore di categoria, per descrivere chi nelle serie minori fa sfracelli ma poi si infrange contro lo scoglio dei campionati importanti. Ce ne sono a bizzeffe, relegati per rendimento o per scelta alle B di tutto il mondo. Di solito sono dei giramondo del pallone, che aiutano le squadre che gli danno fiducia a fare il grande salto, ma poi cercano una nuova sfida. Di conseguenza diventano i prezzi pregiati del mercato delle serie cadette, con i club pronti a fare follie per loro. Poi però c’è chi cambia il trend. Chi decide che se si punta a una categoria superiore, è giusto avere calciatori non da B, ma da A. Qualcuno come Sean Sogliano, che sta costruendo un Bari arrembante e che punta tutto su Libor Kozak.

Kozak l’ariete per puntare alla Serie A

L’ex Lazio, reduce da tre travagliate stagioni con l’Aston Villa, con la serie B non c’entra assolutamente nulla. Parola del DS, che sull’attaccante ceco ripone molte delle speranze del Bari di agganciare il treno delle big della serie cadetta. In realtà anche il contorno fa ben sperare, con una rosa di calciatori più che abituati al palcoscenico della A, che come Kozak hanno deciso di rimettersi in gioco e trascinare il glorioso club pugliese di nuovo nel calcio che conta. È dai tempi di Ventura, Bonucci e Barreto che si aspetta di riempire il San Nicola per un match contro Juventus o Inter. E per farlo serve uscire dal limbo della mediocrità.

Ribaltare gli schemi e imporsi con la qualità

Come? Con la qualità, che a volte in serie B non basta. La nostra serie cadetta è per definizione un campionato infido, dove spesso la condizione fisica e l’aspetto tattico premiano molto di più della tecnica individuale. Non è un caso che molte delle squadre che hanno centrato la promozione siano più frutto di un collettivo ben oliato che di una cifra tecnica superiore. Il Bari tenta di invertire questo trend, anzi, di applicarci anche la qualità. Senza scomodare giovani promesse come Capradossi e Tello, un nazionale slovacco come Gyomber o l’esperto Greco, basta guardare i nomi del reparto offensivo biancorosso per capire l’andazzo: Brienza, Floro Flores, Nenè e, appunto, Kozak.

La voglia di rivincita del ceco

Il ceco non è ancora al 100% e deve far attenzione per evitare pericolose ricadute alla caviglia, che lo ha tenuto fermo a lungo nelle ultime stagioni. Davanti ha dei compagni di reparto importanti, ma è pronto a mettersi in gioco. I mezzi fisici e tecnici ci sono tutti, così come la voglia di tornare ad alti livelli e soprattutto ad esultare. Il gol è l’anima di un attaccante e le stagioni in terra d’Albione da quel punto di vista l’hanno mortificato. La parola d’ordine è dare il massimo. Per rimettere piede in A da protagonista. Assieme al Bari, squadra di categoria. Sì, ma superiore.