Riccardo Stefani

Dopo la nascita della nazionale dello Yorkshire, un’altra contea, il South Yorkshire è vicina ad una piccola svolta. La gestione thailandese dello Sheffield Wednesday, dopo aver messo a disposizione il recesso dall’abbonamento stagionale, con relativo rimborso per i tifosi delusi dalle prestazioni della squadra, fa capire che il profitto immediato non è l’obiettivo primario con un’altra mossa studiata molto bene. Il contratto con lo sponsor tecnico non è stato rinnovato ed è per questo che da settembre è praticamente impossibile trovare in commercio una maglia degli Owls della stagione in corso. Dov’è il colpo di genio di Dejphon Chansiri?

UN MARCHIO FATTO IN CASA

Il patron thai del Wednesday ha avuto un’epifania che l’ha portato a scommettere su un nuovo progetto. Perché accontentarsi dei non troppi fondi stanziati da un marchio X di abbigliamento sportivo, che in cambio della sponsorizzazione vanterà diritti sulla vendita delle diverse migliaia di maglie, sciarpe, cappellini etc., quando si può creare un marchio di abbigliamento, presumibilmente brandizzato Sheffield e aumentare gli introiti? Già, il programma del magnate asiatico è proprio questo e il presidente degli Owls si è impegnato attivamente nella ricerca di una fabbrica che potesse aggiudicarsi il privilegio di produrre tale marchio. Ed il risultato è arrivato nel mese di dicembre, con le maglie finalmente disponibili. Ma non è tutto.

Un successo assicurato

Lo Sheffield Wednesday è senza dubbio uno dei club di Championship con maggior seguito, nonché di grande tradizione. La data della sua fondazione non è ben chiara e ci sono diverse ipotesi che ne fanno risalire le origini addirittura al 1816 quando, però, il Wednesday oltre che il mercoledì era un noto club di cricket. L’esordio del club di calcio che conosciamo oggi risale alla stagione 1867/68 e quindi la maglia celebrativa del centocinquantenario è proprio quella made in Sheffield. Tale kit, per questo e per diversi altri motivi, sta vendendo cifre astronomiche. I tifosi si accalcano nello store, mentre i commessi che si occupano delle vendite del nuovo kit possono continuare a sudare freddo. E questo brand, che diverrebbe subito importante vista la mole di sicuri, più che potenziali, acquirenti è un ulteriore aiuto all’economia della regione.

E per il futuro…

Visto l’appeal dei campionati inglesi all’estero, specie se i Gufi dovessero approdare in prima divisione, il nuovo marchio potrebbe acquisire addirittura spessore internazionale. Oppure, altra opzione apprezzabile, sarebbero le grandi aziende ad offrire al club contratti milionari da Premier League, di certo lontani dalle cifre abbastanza basse garantite a chi gioca la Championship e si porta marchio e accordo al livello superiore. La promozione non è cosa facile, i biancoblù sono sedicesimi ma la classifica è corta e a dividerli dai playoff ci sono soltanto 13 punti, che in venti partite non sono impossibili da recuperare. Certo, con le prestazioni attuali la fiducia non è ai massimi storici, però…