Luigi Pellicone

Per quest’anno non cambiare. L’Inter è brutta come per buona parte del 2017, ma non fortunata allo stesso modo. Simeone, proprio lui, il figlio del Cholo, rovina la Befana a Spalletti. Del resto, pensare di vincere con un solo tiro in porta e subendo per 95′ di gioco è un esercizio di ottimismo esagerato. La sfida del Franchi conferma che l’Inter riesce a portare a casa dei punti solo se Icardi e Perisic indovinano la giocata. Oggi è successo e quasi quasi la squadra nerazzurra vince.

I problemi sono identici

Partita intensa, di cuore, quella dell’Inter. Fine. Tantissimi errori tecnici. Quantità enormi di palloni sbagliati in appoggio e una totale inconsistenza sulla fascia sinistra dove né Santon né Perisic riescono a reggere l’urto di Chiesa, fermato solo da sfortuna e imprecisione. L’Inter ha segnato e quasi vinto la partita solo affidandosi ai propri solisti, ma le difficoltà di gioco rimangono identiche. Ormai il canovaccio è chiaro: è sufficiente bloccare le fasce e non concedere profondità e l’Inter è pressochè sterilizzata. Spalletti, più che arrabbiato appare perplesso. Il fotogramma della sua partita? Trenta secondi con il braccio in alto a richiamare l’attenzione di Santon che si lascia sfuggire Chiesa. Istantanea di un’Inter in perenne difficoltà, aggrappatasi all’unica occasione disponibile che Icardi ha saputo concretizzare. Poi, come al solito, ci hanno pensato Handanovic, Skriniar e la forza di volontà a consevare il golletto dell’argentino. Finché il muro è crollato, perché lì in mezzo si apre una crepa non indifferente.

AAA cercasi centrale disperatamente

Quando Ranocchia non resiste più al dolore alle costole e lascia in campo per problemi respiratori anche gli interisti hanno trattenuto il fiato. Chi sarebbe entrato al suo posto? Spalletti si è già ritrovato in una situazione del genere in Champions con la Roma nel 2009. Allora, contro l’Arsenal, Riise, esterno a sinistra va accanto a Diamoutene. Una soluzione tampone. Nove anni dopo, invece, l’emergenza rischia di diventare un abitudine. La coperta è cortissima Senza Miranda e Ranocchia, Skriniar è l’unico centrale di ruolo in rosa. E se la dirigenza pensa di accontentare il tecnico con Bastoni, beh, non è esattamente ciò che si aspetta Spalletti. Furioso non tanto per il pari, quanto per una prestazione che ne mortifica le ambizioni coltivate sino a tre settimane fa. La sensazione però è che l’Inter sia questa. Spintasi oltre le proprie possibilità, e rientrata nei ranghi. E l’anno nuovo non pare portare sorprese positive.