Luigi Pellicone

Inter e Simeone. Ci eravamo tanto amati. E cercati. Quasi trovati. Storia di qualche mese fa, quando ancora Spalletti è sulla panchina della Roma e il Cholo è nei pensieri di Suning. La gestione Pioli va a rotoli e la dirigenza a caccia di un allenatore con gli “attributi” giusti per guidare un gruppo complicato quanto capriccioso…

La scelta di Simeone

Natale. Simeone potrebbe trovare l’Inter sotto l’albero. Però, prima vuole conoscere il progetto e le ambizioni del gruppo cinese. E prima ancora cosa vuole l’Atletico, società cui è legatissimo almeno quanto l’Inter. Passa un mese poi un altro. Il Cholo nicchia. Vorrebbe, ma… non se la sente. Vuole l’Inter, ma non ha il coraggio di abbandonare l’Atletico. Allora ci pensa Zanetti. A febbraio chiude la trattativa. Senza rancore. Ripromettendosi comunque, più in là, di rivedersi.

Il “pegno” d’amore

Da vecchio cuore nerazzurro, Simeone lascia in “pegno” il centrale uruguaiano Gimenez. Il prezzo della clausola rescissoria si aggira sui 65 milioni di euro ma il calciatore è in scadenza di contratto. Quanto basta per suscitare più di qualche tentazione in casa Inter. E allora? La soluzione è semplice: si può “aggirare” il prezzo aprendo una trattativa. A gennaio, quando l’Atletico avrà il mercato riaperto e potrà rimpiazzarlo. E l’Inter avrà la liquidità necessaria per completare l’operazione. In ogni caso l’operazione sarà alla portata delle casse nerazzurre, anche perchè molto meno dispendiosa rispetto a quanto poteva essere a giugno.

Gimenez: cosa può dare all’Inter?

Gimenez è il “cholismo” applicato al calcio. É l’incarnazione del verbo di Simeone. Se un giocatore ha totale fiducia nei propri mezzi, ripone la stessa fiducia nei compagni e ha cieca fiducia nel modulo dell’allenatore, ogni divario tecnico può essere colmato. Ecco, appunto. L’uruguaiano non brilla nei fondamentali ma ha una determinazione quasi feroce. Quella “garra” che permette di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Vive la partita come un soldato in missione: affronta l’avversario senza esitazione e paura, lascia il piede nei contrasti, si fa sentire con il corpo e usa il fisico per l’anticipo. Unico obiettivo: sovrastare, anticipare e, se necessario, utilizzare anche la forza sino a immolarsi per la causa. Il difensore, insomma, che tutti vorrebbero.