Luigi Pellicone

Quando Skriniar gioca, il “Gallo” non canta. Strano, ma vero. Belotti non ha mai segnato quando è stato preso in consegna dal centrale nerazzurro. Lo scorso anno, contro la Sampdoria un punto in due partite (1-1 e un 2-0) ed in entrambi i casi le pagelle sono simili. Insufficienza perchè fuori dal gioco e dalla manovra, e comunque poco incisivo. Mal comune, mezzo gaudio. Belotti è in buona compagnia. Gli è accaduto esattamente ciò che succede un po’ a tutti gli attaccanti quando si trovano di fronte il centrale slovacco.

Skriniar, il difensore 2.0

Srkiniar non si attacca all’uomo né cerca il corpo a corpo. Previene l’intervento sull’attaccante, piuttosto che curare. Anche perché difficilmente si lascia puntare, né concede spazi: anzi, li accorcia. Lo slovacco è il prototipo del difensore 2.0, quello che marca il pallone e non l’avversario. Skriniar sterilizza l’attaccante, leggendone in anticipo i movimenti e la traiettoria del pallone. Il suo innato senso della posizione è valorizzato dalla fase di non possesso spallettiana, che propone densità davanti la difesa, costringendo l’avversario a giocare palloni “sporchi” provenienti dalle fasce o tentativi di imbucata facilmente leggibili. E quindi, Skriniar giganteggia. E anche Miranda, al suo fianco, è cresciuto tantissimo

Doppio impegno: sicurezza, ma senza strafare

A proposito del brasiliano, Skriniar dovrà lavorare con molta attenzione. Già di per sé ha un cliente non facile. É altrettanto vero che dovrà centellinare interventi muscolari e irruenza perchè il suo compagno di reparto è in diffida. Accumulare cartellini, in questo momento, può rendere tutto particolarmente complicato: la coperta è corta e proprio per quel che riguarda la coppia centrale l’Inter ha gli uomini contati. Skriniar, che ha già raddoppiato il suo valore di mercato, dovrà duplicare anche l’efficacia degli interventi, sia per limitare un cliente scomodo come Belotti che per agevolare Miranda. Il brasiliano, in particolare, potrebbe soffrire l’accelerazione e i movimenti della punta granata che, con ogni probabilità, visti i precedenti, cercherà spazi e fortuna più dalle sue parti piuttosto che dal lato dello slovacco. Perchè quando si incrocia Skriniar, anche uno come il Gallo perde la voce.