Redazione

Skriniar, guai a chi lo tocca. Però, a pensarci bene, un difetto, ce l’ha: si chiama Milan. Va bene uguale. Non si può avere tutto.  L’importante è che giochi e anche benissimo, nell’Inter.  Il centrale è già un idolo della tifoseria nerazzurra. Ed è una grande operazione di mercato.

Una grande “presa” di Sabatini

Eppure, 23 milioni sembravano troppi. Il Milan ha speso quasi il doppio per Bonucci. Il valore di Skriniar, nel frattempo, è quasi raddoppiato. La vera fortuna è stato acquistarlo dopo appena un anno di esperienza con la Sampdoria, altrimenti, considerato l’andamento di questo folle calciomercato, il costo del cartellino sarebbe triplicato e divenuto inaccessibile. L’Inter, questa volta, ha dribblato il rischio di uno “Schick-bis” Skriniar si è rivelato un affarone.

Evoluzione della specie: il centrale 2.0

Il ragazzo è il prototipo del difensore ultramoderno: non rincorre l’avversario, né lo cerca nel corpo a corpo. Piuttosto lo “sterilizza” arrivando sempre in anticipo. Sa leggere, come pochi, la linea di passaggio, dunque non gli serve  restare incollato all’uomo.  Skriniar marca pallone e territorio. Se poi a queste qualità si aggiunge la dote naturale di un piede educato e la tendenza a verticalizzare il gioco uscendo palla al piede a testa alta, è sin troppo facile capire perché Spalletti sia pazzo di lui. Se poi si mette anche a segnare…

Caratteristiche uniche

Skriniar ha potenza, tecnica e grande sensibilità tattica. Conquista palla, senza irruenza. E non gli scotta fra i piedi. Anzi. Ama (a volte in stroppo) giocarla. Velocità e prestanza, unita ad una rara visione periferica del gioco e dei movimenti di compagni  e avversario diretto lo rendono quasi un “unicum” nel reggere la linea difensiva. La cura Spalletti lo ha valorizzato: lavorando sui fondamentali e aiutato dalla presenza di Miranda, Skriniar ha tutto per trasformarsi in una colonna. Deve solo limitare gli eccessi di confidenza. A Crotone, per esempio, ha perso qualche pallone sanguinoso che se fosse finito nei piedi “giusti” rischiava di far male.

La rivoluzione inizia dal basso

Peccatucci di gioventù, La sua presenza, però, si sente, eccome. Handanovic, nell’ultimo biennio, ha sofferto le pene dell’inferno e…mal di schiena. Tantissimi palloni raccolti in fondo alla rete. Troppi, per ambire a un campionato di vertice. L’alba di questa stagione presagisce qualcosa di diverso. Il portiere è coperto, finalmente, da una coppia centrale affidabile e finalmente ben assortita.