Redazione

Sorteggio Champions, otto prime e otto seconde. Senza restrizioni di qualsiasi tipologia, l’11 dicembre sarebbe cosa assai semplice creare il tabellone della Coppa dalle grandi orecchie. Una prima contro una seconda e così via fino ad esaurimento palline disponibili. E invece no, perchè il liberi tutti arriverà, ma solamente a partire dai quarti di finale. Per gli ottavi restano in vigore alcune regole che stabiliranno gli accoppiamenti tra le sedici migliori squadre d’Europa. Alcune avranno una scelta assai ristretta, altre invece potrebbero potenzialmente incontrare qualsiasi avversario. Vediamo chi sono e cerchiamo, soprattutto, di capire perchè.

Le restrizioni del sorteggio Champions

Le restrizioni che riguardano il sorteggio degli ottavi di finale di Champions League sono due ed egualmente importanti. In primis, nessun club potrà incontrare un avversario che ha già incrociato nella fase a gironi. Inoltre c’è da considerare il criterio geografico: le squadre delle stesse federazioni non possono (ancora) essere sorteggiate l’una contro l’altra. Nulla che pregiudicherebbe uno svolgimento lineare del sorteggio, se non fosse che in ballo ci sono ancora addirittura cinque inglesi, quattro tra le teste di serie (le prime del girone) e una che si è classificata seconda.

Il Chelsea è l’ago della bilancia

Ed appare quindi subito evidente che l’ago della bilancia di questo sorteggio Champions sarà il Chelsea di Antonio Conte, l’unica inglese a non conquistare la vetta del proprio raggruppamento, vinto dalla Roma. La procedura del sorteggio prevede che siano proprio le seconde classificate ad essere estratte, per poi poter essere accoppiate ad una delle prime con cui possono incrociarsi. Che nel caso del Chelsea sono solo tre: PSG, Besiktas e Barcellona, dato che altre quattro delle prime sono della stessa federazione, mentre l’ultima restante è proprio la Roma. Prima verrà estratto il Chelsea, più possibilità di variazioni ci saranno nell’estrazione. Se il nome dei detentori della Premier tarderà ad arrivare, gli accoppiamenti cominceranno a farsi obbligati per permettere ai Blues di avere almeno un’opzione possibile nell’urna.

E le italiane?

Le restrizioni geografiche valgono solo per le italiane (Roma e Juventus), le spagnole (Real Madrid, Barcellona e Siviglia) e le inglesi (Manchester City, Manchester United, Tottenham, Liverpool e Chelsea). Basilea, Bayern Monaco, Shakhtar, Porto, PSG e Besiktas hanno via libera, in quanto sono rimaste le uniche rappresentanti della propria federazione. Roma e Juventus quindi non possono incontrarsi tra loro e non possono sfidare di nuovo Chelsea e Barcellona. Ai giallorossi toccherà quindi una tra Bayern, Real, Basilea, Siviglia, Porto o Shakhtar. Per la Juventus si prospetta invece una sfida britannica, con ben quattro possibilità su sei di incrociare una squadra inglese. Le altre due sono forse i due estremi dello spettro delle contendenti: Besiktas o il PSG, che assieme al Manchester City sembra la favorita per questa Champions.