Redazione

La Spal torna a San Siro. Dopo cinquant’anni. Qualcosa di speciale. Inter-Spal, quasi tutti i tifosi non l’hanno mai vista. Al massimo, se la sono fatta raccontare. E solo chi ha i capelli bianchi e va per i sessanta può ricordare l’ultima apparizione: anno 1968. Da allora tanta Serie C e poche soddisfazioni. Sino al fallimento. Un dramma sportivo vissuto come si deve: un nuovo inizio. Accantonando ciò che non funziona. Adesso la Spal funziona, eccome: si presenta alla Scala del calcio imbattuta e con la serenità dei nervi distesi. E non giocherà per difendersi e basta. Del resto, perché dovrebbe?

Senza paura, han deciso così

La Spal affronterà l’Inter consapevole di scalare il Mortirolo, ma con la serenità che non avrebbe senso chiudersi e sperare che Icardi e compagni non trovino la via del gol. Ipotesi ottimistica, fra l’altro. E allora? Semplice. Anzi, Sempilici ha deciso: si gioca a viso aperto, giusto per capire l’effetto che fa, misurarsi con una grande. Del resto, cosa c’è da perdere? Chi non ha messo in conto, a inizio stagione, una sconfitta a Milano? Dunque meglio provarci. La miglior difesa è l’attacco. Anche perchè la Spal ha la migliore batteria offensiva fra le pericolanti.

Attacco di livello: la più grande fra le piccole

La Spal ha operato come l’Inter. Solo acquisti intelligenti Borriello ha tutto ciò che serve alla Spal: esperienza, carisma, presenza fisica e continuità di rendimento. Appena arrivato, ha immediatamente timbrato il cartellino e si è messo in testa la pazza idea di andare in Russia. Non come turista, ma per giocarsi il Mondiale. Paloschi è animato da una sanissima sete di vendetta: per la prima volta ha chiuso una stagione in bianco e non ha partecipato da protagonista alla straordinaria stagione della Dea. Quanto basta per andare in cerca di riscatto altrove. Ferrara può essere la piazza gusta per il rilancio.

Antenucci è un discorso a parte: idolo incontrastato della tifoseria, ha rischiato di lasciare la Spal sul più bello. Ora che il calciomercato ha chiuso i battenti, è pronto a riproporsi ad altissimi livelli. Di Bonazzoli si è sempre detto un gran bene. É un giovane, e non poteva chiedere di meglio che un allenatore come Semplici, quasi insuperabile nella gestione dei ragazzi. Infine Floccari: non giocherà tantissimo, ma è un raro esempio di attaccamento al lavoro e professionalità. E su di lui, comunque, ci si può sempre contare. A proposito di conti: ricapitolando. Borriello, Paloschi, Antenucci, Floccari, Bonazzoli. Chi ha di meglio, fra le piccole? Crotone, Benevento, Verona possono contare su un reparto con un cosi ampio ventaglio di scelte?