Redazione

Rosa corta. Spalletti non vuole farsi trovare impreparato. O forse non si fida. I ricambi sono limitati, ma sino a un certo punto. Il turnover è applicabile con l’Hellas. Forse anche necessario, considerando ciò che ha lasciato in eredità la sfida con la Sampdoria.

Terza sfida del miniciclo

L’Hellas Verona non è un avversario insuperabile, ma giunge al termine del miniciclo di tre partite in dieci giorni. E una squadra muscolare come quella nerazzurra potrebbe soffrire più del dovuto la terza tappa di un cammino non eccezionalmente carico di insidie, ma troppo ravvicinato come tempistiche. Spalletti sinora ha utilizzato solo quattordici giocatori come titolari. E, in tutto, l’Inter ne ha utilizzati appena 19. Questione di infortuni e cali di forma. Adesso, però, l’infermeria si è parzialmente svuotata e l’allenatore ha qualche opportunità in più. Resta da capire se vorrà attingere al ventaglio di scelte a sua disposizione.

Cinque possibili cambi, nessuna certezza

L’Inter, almeno teoricamente, ha cinque ricambi possibili. A partire dagli esterni. Cancelo e Dalbert possono prendere il posto di D’Ambrosio e Nagatomo. Discorso identico per il centrocampo. Recuperato Brozovic, due fra Gagliardini, Borja Valero e Vecino possono riposare, lasciando il posto anche a Joao Mario. Sugli esterni, potrebbe trovare spazio Karamoh, in odore di titolarità non più di due mesi fa e adesso finito nell’oblio. Ricapitolando: l’Inter a Verona potrebbe presentarsi con Handanovic in porta. Cancelo, Skriniar, Miranda e Dalbert sulla linea difensiva. Brozovic e Gagliardini (o Vecino, o Valero) davanti la difesa, Karamoh, Joao Mario, Perisic e Icardi. Cinque cambi. Quanto potrebbe bastare per battere il Verona e per far rifiatare la famosa sporca dozzina.

Fidarsi o no?

Non si può parlare, almeno questa volta, di rosa corta. Il discorso può riguardare solo la coppia centrale: e comunque Ranocchia potrebbe anche dare il cambio a uno dei due pilastri. La sensazione è che Spalletti non opererà i cinque (o sei) cambi per il più semplice dei motivi: non si fida ciecamente dei sostituti, altrimenti li avrebbe utilizzati più spesso. Del resto lo ha anche fatto capire in conferenza stampa: a gennaio l’Inter non si farà trovare impreparata sul mercato. Ergo, meglio i potenziali nuovi arrivi, degli attuali ricambi. A meno che la sfida del Bentegodi, con un Inter rinnovata in almeno 3-4 elementi, non riesca a confutare questa tesi.