Luigi Pellicone

Spalletti gioca a zona…Inter. Il gol arriva sempre negli ultimi minuti. I nerazzurri saranno anche una squadra monotona e monocorde, però, in un modo o nell’altro un modo di vincere lo trovano sempre. Dove non arriva il gioco, arrivano i singoli. Su calcio piazzato. Sei punti figli di quelli che neanche t’aspetti. A Crotone la sblocca Skriniar. In casa con il Genoa arriva niente di meno che D’Ambrosio, riscopertosi idolo di un San Siro che non lo voleva più neanche nell’album delle figurine.

L’Inter alla fine arriva sempre…

Tant’è. Chiamatela Zona Inter. Otto reti realizzate negli ultimi 15′ di gioco. La squadra soffre. Appare, ed anzi lo è, senza gioco, né idee. Nell’ennesima giornata particolarmente complicata, però, Spalletti coglie la vittoria sporca, di quelle che meno igienica non si può. Il canovaccio è sempre lo stesso. Tic toc piuttosto molle a centrocampo, diversi palloni buttati avanti più per inerzia che per convinzione. Un paio di miracoli di Handanovic che salva il risultato e poi…negli ultimi minuti palla “in the box”. Più che uno schema, una preghiera. Qualcuno, lassù tifa Inter. Ed arriva puntualmente il gol.

Il gioco, però, latita

Il mondo è osservato da diversi punti di vista. Uno, anche abbastanza plausibile, è che è l’Inter trova la vittoria con la mentalità e il carattere di chi non molla mai la presa. L’altro, altrettanto innegabile, è che l’Inter vince perchè continua a pescare il jolly. I famosi “gol degli altri”. Il gioco latita. Per lo spettacolo, rivolgersi altrove: il 4-2-3-1 ha poco o niente di Spalletti.  Qui c’è solo confusione. Brozovic cambia tre ruoli nella stessa partita. Candreva esce fra i fischi del pubblico. Il centrocampo appare poco costruttivo, Borja Valero è in grave difficoltà, Vecino fa quello che può. Dalbert, asfaltato da Omeonga che sembra Garrincha, quasi fa rimpiangere Nagatomo. Le uniche occasioni nascono, come spesso accade, dalle iniziative dei singoli.  Spalletti che bacia D’Ambrosio a fine partita è l’emblema del match: un salvatore della patria.

Cosi si può andare lontano?

Le cifre non lasciano spazio a molte interpretazioni: sulla carta, l’Inter ha totalizzato 16 punti su 18, subendo appena due reti in tre partite. Il gol, poi, in un modo o nell’altro arriva sempre. In campo, però, la storia e le analisi cambiano: bloccare l’Inter è divenuto sin troppo facile. Una squadra prevedibilissima. Basta soffocare Borja Valero e non concedere profondità agli esterni. Come ha fatto il Genoa, che ha rischiato più volte di vincerla, prima di perderla. Però, alla fine, chi vince ha sempre ragione. E Spalletti, numeri alla mano, ha da venderne. Sino a che dura. Poi servirà anche altro. Non si vince sempre e solo d’inerzia.